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Modena, migliaia di facchini violano a spinta i divieti a manifestare. Cariche in stazione
Almeno un migliaio di persone tra operai e operaie del SI Cobas e solidali hanno violato le imposizioni della Questura di Modena, che in mattinata aveva disposto il divieto di raggiungere il centro cittadino per motivi di ordine pubblico, costruendo un corteo selvaggio e determinato capace di precludere ogni forma di controllo poliziesco nel suo muoversi per la città.
sabato 4 febbraio 2017
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A rischio la sovranità alimentare dei popoli. La sofferta decisione dell’Italia in sede Ue lo scorso 27 marzo.
Negli anni Settanta nel settore operavano oltre 7000 aziende. Attraverso ondate di fusioni e acquisti, il numero si è drasticamente ridotto: oggi il mercato è concentrato nelle mani di poche multinazionali.
sabato 4 febbraio 2017
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La logistica tra nuovi paradigmi repressivi ed intrecci di lotte sociali
Intervista a Gianni Boetto (portavoce di Adl Cobas) sulla vicenda di Aldo Milani (Si Cobas) e sullo stato delle lotte sociali nel nostro Paese.
La scorsa settimana un episodio sconcertante, che ha riguardato Aldo Milani, storico dirigente di Si Cobas, ha sconvolto tutto il mondo del sindacalismo di base e non solo. Ti chiedo un commento su una vicenda che ha mostrato, in maniera inedita, quel volto oscuro delle forze che agiscono contro le lotte sociali.
Appena ho appreso dell’arresto di Aldo Milani, con l’accusa di estorsione, ho pensato che stesse succedendo qualcosa di davvero grave. Al di là della dinamica riguardante l’episodio in sé, su cui tornerò dopo, la prima cosa che ho pensato, conoscendo Aldo da tantissimo tempo, è stata quanto possa essere distante da lui qualsiasi ipotesi di arricchimento personale rispetto alle lotte che negli anni ha contribuito a mettere in piedi e far crescere. Questa è una certezza, che mi sento di esprimere tanto a caldo quanto a freddo.
venerdì 3 febbraio 2017
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Rojava - Una Rivoluzione in cammino tra ISIS e Turchia.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di A.I.T., il Battaglione Antifascista Internazionale che è nato per supportare la rivoluzione in Rojava e si trova sul fronte della più importante offensiva contro l'Isis.
La liberazione della città Tal Abyad/Gire Spi ha permesso la storica unione dei due cantoni di Kobane é Cizire, ha troncato la famigerata (ma non unica) autostrada della jihad tra gli allora alleati Turchia e ISIS ed ha contemporaneamente impresso una forte accelerazione alla rivoluzione del Rojava.
lunedì 30 gennaio 2017
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IL GIORNO IN CUI IN AMERICA ENTRÒ IN VIGORE UNA LEGGE RAZZIALE
Qualunque legge che restringe la libertà di un individuo non sulla base di quanto l’individuo abbia fatto, e neppure sulla base di quanto abbia detto ma solo in virtu’ della sua nazionalità e’ da considerarsi come una legge razziale. Il cosiddetto “ordine esecutivo” approvato ieri da Donald Trump va quindi definito per quello che e’: una legge razziale, approvata nel 2017 negli Stati Uniti d’America.
domenica 29 gennaio 2017
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Toni Negri e il comunismo come processo costituente continuo.
Intervista a Toni Negri. La presa del potere rimane sempre il nodo da sciogliere. Ma non si pone più come in passato. Occorre costruire istituzioni che prefigurino già la nuova società
Tra i più importanti filosofi politici mondiali, Toni Negri non smette di pensare il problema del comunismo. Per farlo, si colloca nell’unica posizione che conta: quella dei movimenti reali. Con lui abbiamo ripreso il filo della riflessione sulla crisi del neoliberalismo, ma abbiamo soprattutto insistito sui nuovi soggetti produttivi e le loro potenzialità rivoluzionarie.
venerdì 20 gennaio 2017
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Sfruttati, ricattati e sottopagati per la grande distribuzione.
Con il presente comunicato stampa, la nostra organizzazione sindacale intende intervenire sui fatti riportati dal vostro giornale in merito al blitz degli organi ispettivi avvenuto mercoledì 11 gennaio nell’azienda agricola Tresoldi di Albignasego.
Diversi lavoratori coinvolti nella vicenda si sono infatti rivolti ad ADL COBAS per affrontare e risolvere le gravi problematiche connesse al rapporto di lavoro, alla retribuzione e alle stesse forme d’impiego all’interno della suddetta azienda.
L’articolo apparso sul giornale descrive correttamente l’ambiente e le condizioni di lavoro all’interno dell’azienda, ciononostante ci sembra che la vera notizia non sia la presenza di 3 lavoratori senza documenti, ma semmai il grave livello di sfruttamento al quale erano (sono) sottoposti numerosi lavoratori nel ricco e tanto decantato nord-est.
giovedì 19 gennaio 2017
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Silvia Federici: la riproduzione della nostra vita e la lotta contro il capitale.
Silvia Federici è protagonista indiscussa e tra le più autorevoli della critica dell’economia politica da una prospettiva femminista. A questi temi ha dedicato una vita, spesa con contributi scientifici e come attivista, teorica e docente, oltre che – dagli anni Settanta – aver ricoperto un ruolo centrale nel movimento internazionale per il Salario al Lavoro Domestico. L’abbiamo incontrata per porle alcune domande e ripercorrere in tal modo alcuni tra i temi decisivi che legano la sua presenza alla Conferenza sul comunismo.
mercoledì 18 gennaio 2017
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Lettera aperta di Cédric Herrou sulle motivazioni politiche, etiche e antropologiche del “reato di solidarietà”
Il post originale in francese è su https://goo.gl/zbiAUR. Traduzione di Manuela Antonucci, tratta da WOTS Magazine che ringraziamo.
Vivo nella valle della Roya, all’estremo sud est francese, una valle che rispecchia l’immagine di un’Europa popolare, umana. La Bassa Roya è italiana e l’Alta è francese. Noi, gli abitanti della Roya, passiamo da un Paese all’altro senza prestare attenzione alla frontiera. Non sono né francese, né italiano, sono della valle della Roya.
mercoledì 18 gennaio 2017
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Migranti morti di freddo sui confini chiusi dei Balcani. L'eliminazione invisibile: gelo, marce forzate nei boschi e deportazioni...
Migranti congelati o morti di gelo. Con la discesa brutale delle temperature e la chiusura della rotta balcanica la scorsa primavera, migliaia di migranti si ritrovano bloccati in Serbia, intere famiglie o minori non accompagnati, senza vestiti per il clima invernale. 7.000 profughi circa in Serbia secondo l’Unhcr, ma secondo stime delle organizzazioni locali circa 10.000, di cui 6.000 ospitati nelle strutture ufficiali e solo 3.140 adatti all’inverno; il resto dorme fuori in edifici abbandonati di Belgrado o sui confini, alcuni persino nei boschi, a meno 20 di notte, e 30 cm di neve.
venerdì 13 gennaio 2017
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