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Consorzi del prosciutto dop: scandali, truffe e conflitto di interessi.

L’Istituto Parma Qualità che certifica il rispetto disciplinare del prosciutto di Parma Dop è di proprietà di tre soci che siedono anche nel consiglio direttivo. In testa c’è il Consorzio che raggruppa 150 marchi, segue l’Associazione Industriali delle Carni (Assica) che riunisce macellatori e prosciuttifici e infine l’Unione nazionale associazioni produttori suini (U.N.A.PRO.S.) che rappresenta gli allevatori. Possiamo dire che i proprietari di questo organismo di controllo – autorizzato dal ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali e turismo, ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2081/92 – sono gli stessi soggetti che devono essere controllati. Siamo di fronte a un conflitto di interessi talmente palese da risultare imbarazzante. Per rendersi conto di quanto sia strana la situazione, basta ricordare che l’Istituto Parma Qualità è stato commissariato due volte negli ultimi 12 mesi, per un totale di 9 mesi. Il primo provvedimento è stato deciso dal Mipaaft, dopo la scoperta che negli ultimi anni erano stati commercializzati e venduti oltre un milione di falsi prosciutti Dop. Il secondo provvedimento di 3 mesi è stato deciso da Accredia (organismo che accredita e supervisiona l’operato di tutti gli enti di certificazione) per la sparizione di alcuni verbali. L’altro ente di certificazione su cui focalizzare l’attenzione è l’Ifcq certificazione (Istituto friulano controllo qualità) che deve avallare la bontà e la qualità del prosciutto crudo di San Daniele. Questo organismo ha come soci proprietari principali lo stesso Consorzio del prosciutto di San Daniele e Assica che raggruppa macellatori e prosciuttifici. Anche in questo caso la vicinanza e la sovrapposizione di interessi tra controllori e controllati è alquanto sospetta, tanto che l’Ifcq certificazione nel 2018 è stato commissariato per 6 mesi dal Mipaaft, per motivi analoghi a quelli che hanno provocato lo scandalo di Prosciuttopoli rivelato da Il Fatto Alimentare un anno fa.
sabato 8 giugno 2019
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Quote latte, il gip: «Dati falsi, politici inerti e conniventi»

DISPOSITIVO-CHOC DEL TRIBUNALE DI ROMA. L’inchiesta era partita in seguito alle risultanze della commissione ministeriale voluta nel 2009 dall’allora ministro Luca Zaia. VENEZIA«I dati posti a fondamento delle quote latte in Italia sono non veritieri in quanto fondati su autodichiarazioni spesso false e su un sistema di calcolo errato». Peggio ancora: «La falsità dei dati è nota a tutte le autorità amministrative e politiche, rimaste consapevolmente inerti per vent’anni per evitare di scontentare singole corporazioni o singoli centri di interesse, così determinando ingenti danni allo Stato italiano che ha pagato le multe e agli allevatori-produttori che fino a oggi hanno rispettato le regole». Sono alcuni passi del provvedimento - durissimo - pubblicato martedì ed emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma, Paola Nicola, con il quale si archivia il procedimento avviato dalla procura capitolina che ipotizzava reati che andavano dall’abuso d’ufficio alla truffa, fino all’associazione per delinquere.
venerdì 7 giugno 2019
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Storia dell’autonomia operaia vicentina, una recensione di Giovanni Iozzoli - "www.carmillaonline.com"

Donato Tagliapietra, Gli autonomi. Volume V. L’Autonomia operaia vicentina dalla rivolta di Valdagno alla repressione di Thiene, Edizioni DeriveApprodi, Roma, 2019, pp. 256, € 19,00 A voler spiegare come si scrive un testo documentato e rigoroso, su un frammento dei nostri anni ’70, senza melanconie memorialistiche e narcisismi biografici, il quinto volume della serie “Gli autonomi” potrebbe essere citato come esempio virtuoso. Il libro, dedicato all’esperienza del movimento autonomo nell’alto vicentino – una perimetrazione solo apparentemente marginale, in realtà ricca di implicazioni e connessioni generali –, è scritto “al presente”: niente nostalgie, niente autocompiacimento, meno che mai dissociazione. L’autore non fa mai astrazione dal suo punto di osservazione naturale: la durezza spigolosa e inafferrabile dei tempi d’oggi.
venerdì 7 giugno 2019
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Prosciuttopoli: all’Ipq spariscono i documenti e scatta la sospensione. Il prosciutto crudo di Parma rischia la Dop

L’Istituto Parma qualità (Ipq *), dopo aver collezionato nel 2018 sei mesi di sospensione per non avere capito che circolavano quasi un milione di falsi Prosciutti crudi di Parma (scandalo Prosciuttopoli), il 16 maggio 2019 è stato sospeso nuovamente per tre mesi. Si tratta di un record poco invidiabile, che mette a serio repentaglio la filiera del prosciutto più famoso al mondo. Prima di spiegare i gravi motivi, va detto che l’Ipq è l’istituto incaricato dal Mipaaft per supervisionare le filiere e rilasciare la certificazione Dop al prosciutto di Parma, al prosciutto di Modena, al culatello di Zibello, al salame di Varzi. Si tratta di un ente con alle dipendenze decine di tecnici, analisti e operatori assunti per verificare il rispetto dei vari disciplinari. Nonostante ciò, l’Ipq non si è accorto che una parte rilevante della filiera del prosciutto crudo di Parma, per anni, ha snobbato le regole e ha commercializzato finti prosciutti Dop.
mercoledì 5 giugno 2019
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Made in Italy addio: il parmigiano nelle mani della multinazionale.Lactalis

Addio a un altro pezzo di Made in Italy: i francesi della multinazionale Lactalis comprano Nuova Castelli, principale produttrice di parmigiano reggiano. Qualcuno può osservare che la Nuova Casetelli era già nelle mani di capitali non italiani....... sia chiaro: un conto è essere soci di capitale in una operazione puramente finanziaria come è stato con il fondo britannico Charterhouse Capital Partners (che aveva già l’80% di Nuova Castelli) altra cosa è l'operazione di Lactalis (la multinazionale francese del latte) che essendo già in posizione dominante nel settore punta evidentemente a mettere le mani sul know how e i prodotti italiani frutto di un lungo rapporto fra i produttori, i casari consumati nel territorio.
giovedì 30 maggio 2019
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PATTEGGIANO LA PENA. MULTA DI 0,50 EURO PER OGNI BRACCIANTE SFRUTTATO.

Nelle campagne di Trapani la Guardia di Finanza ha eseguito quattro provvedimenti cautelari di obbligo di dimora (un trattamento di riguardo per i criminali indagati, non certo il carcere!) nei confronti di tre italiani e un rumeno, facenti parte di un’organizzazione dedita allo sfruttamento di braccianti agricoli rumeni in campi propri e impegnata a fornire da diversi anni servizi di manodopera a diverse e importanti aziende agricole del territorio trapanese e non solo, con le accuse di intermediazione illecita di manodopera (cioè caporalato) e sfruttamento del lavoro.
giovedì 30 maggio 2019
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Quando gli operai scioperano...

Guardate questa foto. Premessa: quello davanti con il cartello non è "un cinese". E' un padrone. Precisamente della Tintoria Fada, una delle più grandi di Prato. Sessanta operai, che lavorano 12 ore al giorno per sette giorni alla settimana per 1200 euro. Quelli dietro non sono "dei pakistani". Sono degli operai e stanno scioperando dopo anni di sfruttamento e prepotenze padronali.
mercoledì 29 maggio 2019
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BURGER VEGETALI: SONO DAVVERO SOSTENIBILI?

I surrogati della carne come i burger vegetali, oltre ad avere la pretesa di voler sostituire la carne nella forma, nel colore, nella consistenza, nel sapore e dal punto di vista nutrizionale, si pongono anche come un’alternativa più sostenibile per l’ambiente. Ma la loro realizzazione ha davvero un impatto ambientale minore? E sono veramente una migliore soluzione per la salute?
giovedì 23 maggio 2019
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Rivoluzione Gdo, non solo Conad e Auchan: così cambieranno i consumi

Aggregazioni tra insegne, partnership, nuove centrali d’acquisto: il risiko della grande distribuzione organizzata (Gdo) ha visto negli ultimi anni una decisa accelerazione, a livello internazionale così come in Italia. E l’operazione annunciata martedì scorso da Conad, che acquisirà quasi tutti i punti vendita Auchan nel nostro Paese – non è che l’ultimo tassello di un mosaico ancora tutto da costruire. La vera sfida per gli operatori del settore, tuttavia, non si gioca sul piano degli assetti societari, ma su quello dei contenuti: le nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale e sociale, l’italianità dei prodotti, la tracciabilità e la trasparenza.
domenica 19 maggio 2019
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I gilets jaunes e la stampa italiana Lettera aperta a “il Manifesto”

Gentile Redazione de “il Manifesto”, siamo un gruppo di italiane/i che risiedono a #Parigi per ragioni di studio o di lavoro e che partecipano da ormai più di cinque mesi al movimento dei #GiletJaunes. Vi scriviamo per manifestarvi il nostro sdegno a fronte del trattamento riservato nella pagine del vostro giornale, nella penna di Anna Maria Merlo, vostra corrispondente a Parigi, al sollevamento in atto - e in Atti – dei Gilet Gialli, nonché alla questione politica e sociale che, con inedita forza, esso continua a porre, in #Francia e in #Europa – dunque, potrebbe darsi, anche in Italia. Ci rivolgiamo a voi, e non ad altri quotidiani nazionali, perché convinti che “il #Manifesto” sia luogo di confronto e diffusione di informazioni critiche, nonché voce delle lotte del presente. Tuttavia, malgrado alcune rare ma felici eccezioni , la maniera in cui il vostro quotidiano ha parlato finora del movimento francese, attraverso gli articoli dell'autrice, ha prodotto in noi sconcerto e rabbia.
lunedì 13 maggio 2019
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