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“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” (Albert Einstein)
2 Aprile 2011 - Giornata di mobilitazione nazionale
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.” Albert Einstein
Sabato 2 aprile a Roma, in Piazza San Giovanni, alle 15.00
Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i
propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra
"contro Gheddafi": ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile,
necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di
umanità, uccisione di nostri simili. Ogni "guerra umanitaria" è in realtà un crimine contro
l'umanità.
domenica 27 marzo 2011
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Dispotismo nucleare.
Mentre le autorità mediche giapponesi consigliano di non far bere l’acqua dei rubinetti ai bambini in quanto carica di iodio radioattivo fuori ogni limite tollerabile, mentre il reattore 3 continua ad emettere fumi, mentre centinaia di migliaia di persone si affollano nei centri di accoglienza dell’area minacciata, il governatore della capitale, Shintaro Ishihara, sosteneva ieri, in una conferenza stampa, che «a Fukushima va tutto bene» e che , in tutta la zona e oltre «non c’è alcun pericolo». Un atteggiamento rassicurante , emblematico dell’autocontrollo nipponico e dello spirito di sacrificio dei samurai, ma che in realtà nasconde la volontà dispotica di sottrarre gli effetti della catastrofe alla visibilità, all’informazione, ad un sistema di controllo comprensibile.
sabato 26 marzo 2011
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A Roma il corteo per l'acqua pubblica e contro il nucleare: ''Siamo 300mila''
Roma, 26 mar. (Adnkronos/Ign) - Ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni, a Roma, il corteo per la difesa dell'acqua pubblica e contro il nucleare. Dal palco gli organizzatori hanno fatto sapere che per la mobilitazione per la campagna referendaria sono scese in piazza oggi 300mila persone.
sabato 26 marzo 2011
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Danni al reattore 3. L´incidente forse sarà portato a livello 6. Il governo: "La situazione è imprevedibile". L´Ue: stress test per le centrali. Sarkozy: pronti anche a chiuderle.
TOKYO - Con le occhiaie di chi non dorme da troppi giorni e con indosso la casacca della locale protezione civile, il primo ministro giapponese ha tentato ieri di rispondere alle domande dei giornalisti. Ma le risposte fornite da Naoto Kan hanno, se possibile, aumentato la confusione sugli scenari futuri della catastrofe nucleare in corso a Fukushima, a nord-est di Tokyo. Dopo essersi inchinato di fronte a una bandiera del Sol levante listata a lutto, il premier ha dichiarato «che la situazione rimane altamente imprevedibile, che lavoriamo per evitare che non peggiori e che dobbiamo essere estremamente vigilanti». Parole vuote, che hanno solo generato altre paure, altre psicosi: dopo l´allarme dei giorni scorsi sulla contaminazione dell´acqua corrente, nella capitale comincia a scarseggiare l´acqua minerale, che il governo vorrebbe adesso importare dall´estero.
sabato 26 marzo 2011
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VOGLIAMO L’ACQUA E IL SOLE, MICA LA LUNA.
Roma - Manifestazione nazionale 26 Marzo
VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!
SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,
dei diritti, della democrazia
Sabato 26 marzo il popolo dell’acqua ha indetto a Roma una grande manifestazione nazionale per 2 SI' ai referendum per l’acqua bene comune, per il SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia.
Una piazza per l’acqua, una piazza per la vita.
venerdì 25 marzo 2011
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Camminare sull'acqua.
A scanso di equivoci, domani a Roma, come un fiume in piena, il Comitato per l'acqua bene comune porterà in piazza centinaia di migliaia di persone soprattutto per vincere la sfida referendaria di giugno con due «Sì» contro la mercificazione dell'acqua e per impedire che il governo riporti il nucleare in Italia. Questa rimane la priorità di una piazza che però si presenta molto più articolata.
La questione dell'acqua nel tempo ha riportato alla politica attiva decine di migliaia di cittadini in Italia (1 milione 400mila firme raccolte), mentre gli antinuclearisti solo dopo Fukushima stanno ritrovando una forza che, nel tempo, avevano smarrito per strada.
Del resto sono due questioni solo apparentemente slegate tra loro e il precipitare degli eventi, in Giappone, dice quali nessi tengono insieme il problema della scarsezza delle risorse con le conseguenti crisi mondiali che si stanno scatenando. Problemi di convivenza, dunque, non ce ne sono.
venerdì 25 marzo 2011
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Sabato tutti a Roma contro il nucleare.
I tentativi dei primi giorni volti a minimizzare gli effetti del disastro della centrale nucleare di Fukushima, hanno ormai definitivamente lasciato il posto alla consapevolezza che l’incidente atomico legherà per sempre il nome della città giapponese a quello di Chernobil e Three Miles Island. Infatti, la quantità di radionuclidi rilasciati comporterà gravi effetti nel tempo sulla salute dei giapponesi. Sono già elevati i livelli di contaminazione della catena alimentare e dell’acqua e una leggera nube radioattiva sta persino raggiungendo il nostro paese.
Il governo italiano ora tenta la carta della moratoria per evitare o depontenziare il referendum sul nucleare del 12 giugno, ma solo pochi giorni fa dichiarava inimmaginabile che l’Italia rinunciasse alla reintroduzione del nucleare e tacciava da "sciacalli" quanti, invitavano a rimettere in discussione la scelta del ritorno all’atomo.
Insomma, il partito dell’industria nucleare è evidentemente spiazzato di fronte alla tragedia giapponese, che ha riportato con brutale evidenza il dibattito sulle scelte energetiche ad un punto molto chiaro: il nucleare sicuro non esiste, in nessuna parte del mondo, nemmeno nei Paesi più tecnologicamente avanzati ed efficienti.
venerdì 25 marzo 2011
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Dove c’è Barilla c’è…. amianto!
E’ più facile e veloce bonificare uno stabilimento di 9,58 ettari pieno di amianto o tappare la bocca ad un giornalista scomodo corrompendo Aruba per fargli chiudere il sito?
Per la Barilla evidentemente la seconda ipotesi è stata più conveniente. Forse pensavano che tappando la bocca ad un giornalista non ci sarebbe mai stata una cassa di risonanza… e qui si sbagliavano ! di grosso perché adesso metteremo in moto la macchina del fango.
La nota holding Barilla, produttrice di deliziose merendine, pasta, fette biscottate, snack, pani morbidi, sfoglie e merende varie, ha uno stabilimento a San Nicola di Melfi, in Basilicata. Lo stabilimento è pieno di amianto, ha il tetto fatto di eternit nonostante la legge 257 del 27 marzo 1992 che obbliga alla bonifica.
Con tutti i soldi che ha la Barilla, invece di bonificare lo stabilimento, preferisce pagare costose pubblicità che presentano le merendine più “sane” e belle d’Italia.
venerdì 25 marzo 2011
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I campesinos di Rosarno.
«Vi perseguiteranno ancora, ma alla fine avrete ragione». Nel comune calabrese della rivolta e dei pogrom contro i migranti si riunisce Via Campesina, una rete che unisce centinaia di sindacati contadini di tutto il mondo. Realtà diverse ma unificate dallo sfruttamento del lavoro e da politiche agricole che puniscono piccoli produttori, generano migrazioni ed esigono prodotti a basso costo
«Vi perseguitano perché avete rotto le frontiere. Vi intimidiranno, vi porteranno nei commissariati, ma alla fine vi rilasceranno perché voi avete ragione». Spitou Mendy è nato a Dakar e viene da Almeria, sud della Spagna. Rappresenta il Soc, sindacato andaluso dei lavoratori agricoli. Parla ai suoi fratelli, i lavoratori africani riuniti in assemblea nei pressi di Rosarno. È uno dei delegati di Via Campesina, la rete di 700 organizzazioni sindacali contadine sparse in tutti i continenti. Insieme al gruppo di studio europeo è venuto nella Piana di Gioia Tauro per confrontare la situazione calabrese con il sud della Francia impaurito dalla crisi e a rischio estrema destra; la Romania dove l'agricoltura povera porta all'emigrazione di massa; la Spagna meridionale dove convivono latifondo, sfruttamento e tensioni; il cuore agricolo d'Europa insoddisfatto per le politiche comunitarie.
venerdì 25 marzo 2011
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Un reattore a Jaitapur.
Il villaggio di Jaitapur, affacciato sul mare Arabico a sud di Mumbai, sta mettendo alla prova i progetti di espansione dell'industria nucleare indiana. Accanto a questo villaggio, in una popolosa zona della costa del Konkan, il governo di New Delhi intende installare un nuovo impianto composto da sei reattori, ciascuno da 1.650 megawatt, che l'India comprerà dall'azienda francese Areva. E' il modello Epr (European Pressurised Reactor), uno di quelli detti di «terza generazione avanzata»: quello che Areva sta costruendo in Finlandia, primo reattore in assoluto messo in cantiere in Europa dopo il disastro di Cernobyl del 1986. Ma proprio in Finlandia l'impresa del Epr è stata bloccata a lungo dalle obiezioni sollevate dall'ente di sicurezza nucleare finlandese, e poi dagli analoghi enti di Francia e Gran Bretagna - i tempi e i costi così lievitati.
venerdì 25 marzo 2011
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