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Occupy Wall Street, le dieci cose da fare secondo Michael Moore

Lo scorso fine settimana ho partecipato a una riunione di quattro ore degli attivisti di Occupy Wall Street, il cui scopo è stato quello di far venire fuori la visione e gli obiettivi del movimento. Vi hanno partecipato più di 40 persone e la discussione è stata stimolante e rigenerante. Ecco cosa ne è venuto fuori e sarà proposto come “vision” del movimento all’Assemblea Generale di Occupy Wall Street:Noi Immaginiamo:
giovedì 8 dicembre 2011
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Alberto Lucarelli*: ACQUA PUBBLICA, L'AGENZIA SPECIALE SIA DA ESEMPIO.

Con il referendum del 12 e 13 giugno scorsi, 27 milioni di italiani si sono pronunciati contro la privatizzazione del servizio idrico e la possibilità di fare profitti sull'acqua, bene comune per eccellenza. Si è trattato di un momento di straordinaria partecipazione democratica, nel quale i cittadini si sono riappropriati a un tempo di un bene essenziale della vita troppo spesso sottratto alla sfera dell'interesse generale in ossequio a logiche lucrative e predatorie e di sedi decisionali relative a materie incidenti su diritti fondamentali (è il caso dei servizi pubblici locali). All'indomani della vittoriosa campagna referendaria il Comune di Napoli, in attuazione della volontà popolare, ha deliberato la trasformazione del soggetto giuridico incaricato di erogare il servizio idrico integrato da società per azioni in azienda speciale.
giovedì 8 dicembre 2011
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Mega truffa: ecco le società per ora coinvolte.

Quali sono le relazioni, in particolare a livello societario, tra le sette persone arrestate nell'operazione Gatto con gli Stivali? I documenti rilasciati dalla Guardia di Finanza rivelano uno scenario piuttosto preciso. Luigi Marinucci, legale rappresentante della Sunny Land SpA di Bovolone e della società agricola Marinucci Soave SS di Angiari, l'uomo attorno al quale ruota l'inchiesta, era strettamente legato a Davide Scapini, che era stato nominato direttore commerciale della Sunny Land. Entrambi sono accusati di essere coinvolti 'in una organizzata associazione a delinquere diretta non solo all'evasione ma finalizzata principalmente alla realizzazione di una rilevante frode nel settore della produzione e commercializzazione di prodotto di agricoltura biologica falso'.
martedì 6 dicembre 2011
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Mega truffa: così ha reagito il settore.

Possiamo battezzarlo il martedì nero del biologico italiano. La notizia dei sette arresti per truffa e associazione a delinquere, del sequestro di 2500 tonnellate di falso biologico e delle indagini non ancora concluse della Guardia di Finanza con il coinvolgimento di 22 aziende (ma potrebbe essere solo l'inizio) e il sospetto che 702 mila tonnellate, una cifra enorme, di prodotti bio, pari al 10 per cento del mercato italiano, potrebbero essere un falso biologico, ha avuto l'effetto di un terremoto sull'intero sistema del biologico nazionale. Già prima delle 8 del mattino si sono intrecciate fitte telefonate tra i protagonisti (a diverso titolo) del settore. Un po' di pace è tornata - si fa per dire - dopo mezzogiorno, a conferenza stampa delle Fiamme Gialle conclusa a Verona, quando si è capito che l'operazione Gatto con gli Stivali era sì di grandi proporzioni ma chiusa dentro un giro che è lontano dalla 'normalità' del biologico nazionale, un giro legato principalmente ai cereali, alle farine, alle importazioni dalla Romania. La grande distribuzione ha voluto sapere, ha chiesto garanzie, anche scritte, ai propri fornitori. Una catena ha voluto sapere se certi biscotti hanno ingredienti 'puliti', bio al 100 per cento e via di questo passo. Poi per tutta la giornata, un susseguirsi di reazioni, chiuse con quella di Federbio del tardo pomeriggio. Ne diamo una breve sintesi. Per il neo-presidente di AIAB, Alessandro Triantafyllidis, l'eclatante frode smascherata dalla Guardia di Finanza di Verona ha messo in luce le debolezze del settore, in particolare il problema delle materie prime importate. AIAB chiede più controlli sull'import e più filiera corta.
martedì 6 dicembre 2011
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DECRETO MONTI: VOLONTA' DI DISTRUZIONE E LACRIME DI COCCODRILLO.

Indimenticabili, le lacrime di coccodrillo della ministra Fornero che annuncia l’infame blocco dell’adeguamento delle misere pensioni (adeguamento già più che dimezzato, rispetto alla reale dinamica del caro vita) mentre il governo non tocca la Casta, né i grandi sprechi e gli stipendi parassitari, né i privilegi fiscali delle proprietà ed attività commerciali degli enti “religiosi”, che ci costano 8 miliardi l’anno, oltre a permettere una forte concorrenza sleale soprattutto in campo alberghiero.
lunedì 5 dicembre 2011
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COS'È IL MARK-TO-MARKET E PERCHÉ FARÀ CROLLARE I MERCATI.

La truffa della Germania contro le banche italiane Con questo articolo voglio cercare di spiegare a tutti in parole semplici e con esempi chiari come funziona il metodo contabile mark-to-market che farà affondare gran parte delle banche italiane. La Merkel e Sarkozy complottano e progettano di conquistare l’Europa annientando stati come la Spagna e l’Italia. Sì ma come fare in modo che il popolo di tutti gli stati europei non si accorga di nulla? Molto semplice. Utilizzando un’arma contabile tanto distruttiva quanto legale: il mark-to-market. Costringono l’EBA (European Banking Authority) a obbligare tutte le banche europee a contabilizzare i debiti sovrani degli stati membri, come i buoni del Tesoro italiani o greci, al valore di mercato (o fair value) degli stessi titoli e non più secondo il costo a cui erano stati acquistati (hold to maturity). Questa tecnica contabile è assolutamente non veritiera e costringe le banche italiane a registrare perdite inesistenti e cercare nuovi fondi per ricapitalizzarsi.
domenica 4 dicembre 2011
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Liberalizzati, cioè più cari .

Saremo anche governati da «tecnici», ora, ma quanto a ideologia - sia loro che i supporters - non sembrano secondi a nessuno. Prendiamo un punto fermo di questa ideologia della governance: le «liberalizzazioni» sbloccano un mercato ingessato, migliorano la qualità dei servizi, abbattono i prezzi perché la concorrenza ha proprio questo effetti «livellanti» come sottoprodotto della «competizione». Senza tanti «lacci e lacciuoli» - recita l'antico mantra - il capitalismo dà il meglio di se stesso, con benefici per tutti. Ma è vero? A naso, da malfidati di professione, crediamo di no. Ma noi - si sa - siamo «ideologici» per convenzione culturale diffusa. Perciò preferiamo oggi dar conto dei dati pubblicati ieri dalla Cgia di Mestre (confederazione generale degli artigiani veneti, insomma; niente a che fare col marxismo-leninismo). E non è una bella musica per i liberalizzatori a oltranza.
domenica 4 dicembre 2011
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Manovra Monti: 34 miliardi spremuti dai lavoratori e dai cittadini.

Il pacco di Natale del presidente del Consiglio quest’anno è arrivato con largo anticipo. Un pacco tra i più classici con “sacrifici, sacrifici, sacrifici”. Previsto un nutrito pacchetto fiscale, la stretta sulle pensioni, i tagli alla spesa, con 5 mld di sacrifici chiesti agli enti locali, l’Ici sulla prima casa. Imprenditori e banchieri, invece, in festa per il taglio all'Irap sul costo del lavoro per le imprese, il mancato aumento dell’Irpef nella fascia alta, e la garanzia dello Stato per le perdite delle banche. E poi qua e là alcune afflizioni come l’aumento della benzina, per mano delle regioni, che potranno introdurre una accisa (un cent al litro) per finanziare l’agonizzante trasporto pubblico. Insomma, la via verso la Grecia è aperta. Perfino Cgil, Cisl e Uil non sono d’accordo, ma questo non vuol dire che protesteranno. Vediamo punto per punto il provvedimento, il cui ammontare è di 20 miliardi a cui vanno aggiunti i 4 miliardi della delega fiscale e altri dieci miliardi di spesa (comunque recuperati dai tagli) “a favore della crescita”, partendo proprio dalle pensioni.
domenica 4 dicembre 2011
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Focus sulla vendita diretta.

In Italia, sulla base dei dati AIAB, la vendita diretta dei prodotti biologici negli ultimi anni ha registrato una notevole crescita. Con la vendita diretta, i piccoli e medi produttori agricoli biologici hanno trovato una possibile risposta per far fronte alle crisi economica. Con tale canale di distribuzione alternativo, l’impresa agricola bio si sta sempre più rivolgendo ad attività maggiormente orientate al consumatore, cogliendo il vantaggio competitivo che può nascere dalla sua capacità di comunicare efficacemente con il mercato e dalla capacità di cogliere le informazioni che da esso provengono. È quanto è emerso dalla tavola rotonda su Rapporti più equi nella filiera per una nuova relazione fra produttori e acquirenti, che si è svolta giovedì 1° dicembre al Congresso Federale dell& rsquo;AIAB. Attraverso il contatto diretto col consumatore, l’azienda può sia recuperare il valore aggiunto che normalmente è più ad appannaggio degli operatori che sono più a valle del processo produttivo, sia avere un sostentamento laddove la sua dimensione economica molto ridotta non le avrebbe permesso di operare nei canali commerciali tradizionali.
venerdì 2 dicembre 2011
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Rapporti più equi nella filiera alimentare e canali distributivi alternativi.

I consumi di alimenti biologici in Italia rappresentano circa l'1,5% della spesa alimentare, e dalle rilevazioni Ismea dei primi quattro mesi del 2011 è confermato il trend positivo registrato l'anno precedente (+11% nel 2010). Al successo del biologico ha contribuito senza dubbio anche la nascita e il consolidarsi di canali di distribuzione di prodotti bio cosidetti "alternativi". L'evoluzione del settore biologico italiano, che per molti versi si è sviluppato in contrapposizione al sistema della grande distribuzione organizzata (GDO), ha portato naturalmente all'istituzione di un sistema di distribuzione alternativo all'alienante modello di relazione distributore/consumatore proprio della GDO. Negli ultimi 6 anni, infatti, i canali di distribuzione alternativi per i prodotti bio sono cresciuti di ben il 76,4%.
venerdì 2 dicembre 2011
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