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Il Ponte sullo Stretto non si farà, ma si mangia ancora soldi.

In principio a raggelare le speranze del fronte del sì al Ponte sullo Stretto era stato il tratto di penna con cui l'Europa ha ridefinito i corridoi di spostamento di uomini e mezzi, con conseguente, immediato taglio di tutti i finanziamenti per le opere declassate come “non prioritarie”. Poi ci ha pensato l'esecutivo dei tecnici a sbriciolare diciassette anni di promesse del centrodestra nostrano sul ponte delle meraviglie – cavallo di battaglia dei berluscones fin dalla prima campagna elettorale – prima facendo sparire, in sede di riunione Cipe, 1, 3 miliardi destinati a finanziare l'opera, poi mettendo fine a valzer e minuetti di deputati e senatori pro-ponte nelle anticamere delle stanze ministeriali con una dichiarazione che lascia poco spazio a dubbi: «Non c'è alcuna intenzione di riaprire il discorso sul ponte sullo stretto di Messina al contrario, il governo vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi, e per farlo deve seguire l'iter di legge». Due righe di comunicato che mandano in soffitta non solo i sogni di chi sul business del Ponte aveva investito uomini, mezzi e promesse elettorali – con buona pace delle istanze di un territorio che l'opera non la vuole e non l'ha mai voluta – ma anche le tonnellate di carte, progetti, varianti, adeguamenti, perizie e controperizie che la Società Stretto di Messina ha prodotto.
sabato 27 ottobre 2012
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Caccia F35, altro che tagli il costo è più che raddoppiato.

Esosi anche nel modello «nude», figuriamoci compresi gli accessori. I nuovi cacciabombardieri F35 erano stati ridotti di numero dal governo «tecnico». L’esecutivo Monti aveva portato la commessa statale da 131 velivoli agli attuali 90. La riduzione, annunciata nel febbraio scorso dall’ammiraglio-ministro Giampaolo Di Paola, era stata decisa come contributo alla prima spending review , sulla scia di una campagna che ha coinvolto 660 associazioni, oltre 60 enti locali e raccolto 77mila firme di cittadini a favore della riduzione delle spese militari. Si scopre ora però che il costo di ogni singolo aereo nel frattempo è lievitato. Non un po’, più del doppio, tanto che il risparmio sul programma di realizzazioni e acquisizioni firmato dall’ammiraglio Di Paola 11 anni fa di fatto è sparito. E anzi, sembra che gli F35 siano destinati a pesare sempre più sull’erario. Dell’aggravio sui costi scrive in una lunga intervista sull’ultimo numero della rivista di settore “Analisi Difesa” il generale Claudio Debertolis, segretario generale dello stesso ministero, cioè in definitiva colui che presiede alle acquisizioni di armamenti per la Difesa. Debertolis aveva da sempre ritenuto «irrealistico» il costo stimato in Parlamento di 80 milioni di dollari ciascuno per i primi tre caccia stealth a marchio Lockeed Martin che dovrebbero uscire dalle catene di assemblaggio di Cameri a inizio 2015.
venerdì 26 ottobre 2012
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LA RUSSIA BANDISCE IL GRANO NK603 DELLA MONSANTO.

Un comitato di controllo governativo russo ha richiesto la sospensione di un grano sviluppato dalla Monsanto dopo che uno studio francese controverso, pubblicato la scorsa settimana, ha detto che le cavie che hanno ingerito il grano, hanno sviluppato tumori e sono morte prematuramente. L'ente russo, Rospotrebnadzor, il braccio dei diritti dei cons... umatori del Ministro della Salute Russa, ha detto che agli scienziati del governo è stato chiesto di controllare lo studio. Nel mentre le importazioni del grano, noto come NK603, saranno vietate. La scorsa settimana, le autorità francesi hanno chiamato dei regolatori per continuare l'investigazione sullo studio, portato avanti dai ricercatori della University of Caen, in Normandia. http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637 L'European Food Safety Authority sha detto che recensirà la ricerca.
mercoledì 24 ottobre 2012
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Un territorio diventa auto-sostenibile quando è capace di riprodurre la vita.

Intervista con Alberto Magnaghi* a cura di Karl-Ludwig Schibel Possiamo dire che il suolo vive dei cicli naturali che si sono evoluti in lunghe fasi della storia del pianeta mentre il territorio in Europa è il risultato di un processo storico co-produttivo tra uomo e natura? Mi sembra chiarissimo. Possiamo fare questa distinzione se parliamo di suolo come prodotto di cicli naturali di milioni di anni, principalmente come copertura forestale della terra e di zone umide. Tuttavia, se parliamo del suolo degli ultimi 10.000 anni, se non stiamo parlando delle foreste amazzoniche, dei ghiacciai o dei crateri dei vulcani, sicuramente parliamo di suolo che è stato o edificato (città, infrastrutture, riviere fluviali o marine) o trasformato in paesaggio agro-forestale; paesaggi che, essendo prodotti di una trasformazione co-evolutiva fra insediamento umano e ambiente, rappresentano un neo-ecosistema che chiamiamo territorio (natura trasformata in questo lungo processo co-evolutivo). In Europa in particolare quando parliamo della carenza, della distruzione, della crisi del suolo non possiamo che parlare di crisi del territorio, ovvero delle relazioni virtuose fra insediamento umano e ambiente che la nostra civiltà delle macchine ha interrotto, provocando profondi squilibri di questi neo-ecosistemi e, dunque, dell’ambiente dell’uomo; non della natura originaria che è già stata radicalmente trasformata in questi 10.000 anni.
lunedì 22 ottobre 2012
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Taranto, le donne del comitato: "Basta morire di Ilva. Siamo pronte alla guerra giudiziaria" .

A due giorni dall’approvazione definitiva dell’Aia e del relativo pronunciamento della magistratura, quasi sicuramente negativo, a protestare sono le donne di Taranto. Mamme, sorelle, zie, e nonne, di tanti e tante rimasti vittime dell’inquinamento prodotto dall’Ilva. In una lettera inviata alle istituzioni (al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai ministri della Sanita' Renato Balduzzi e dell'Ambiente Corrado Clini, oltre che agli enti locali e agli organi giudiziari), le animatrici del Comitato 'Donne Per Taranto' dichiarano di essere ''state fin troppo pazienti riponendo fiducia nelle Istituzioni”. “Ora non siamo piu' disposte - scrivono - a farci prendere in giro, ne' accetteremo di essere sacrificati sull'altare del profitto e del Pil del Paese".
martedì 16 ottobre 2012
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L'Argentina feudale .

A quasi un anno dalla morte di Cristian Ferreyra, dirigente del Movimiento Campesino de Santiago del Estero (Mocase), in Argentina, il movimento denuncia un nuovo attacco: un altro attivista, Miguel Galván, è stato ucciso con una pugnalata dai sicari delle grandi imprese dell'agro-business che puntano ad appropriarsi di queste terre agricole e indigene. Dopo la morte di Ferreyra nel novembre 2011 le autorità avevano decretato una moratoria di sei mesi sul disboscamento di terre. Poi l'avanzata della «frontiera» agricola è ripresa, in linea con i piani di produzione di soja, e anche a colpi di sgomberi e violenze. Il nuovo attacco avvenuto il 10 ottobre a Paraje Simbol, nel nord della provincia di Santiago del Estero - proprio mentre è imminente la discussione su un progetto di legge per fermare gli sgomberi di terre appartenenti a comunità rurali e indigene - mette a nudo la situazione quasi feudale in cui si muovono le autorità locali e le grandi imprese.
martedì 16 ottobre 2012
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Xenofobia, arricchirsi con l'ansia di sicurezza.

PARIGI - G4S è tra le compagnie private al mondo che hanno il maggior numero di dipendenti: 650mila persone lavorano per questa società di diritto britannico, presente in 110 paesi del mondo. Negli ultimi mesi, il grande pubblico è venuto a conoscenza del nome della G4S, perché è a questa società che il governo britannico ha affidato gran parte della gestione della «sicurezza» dei Giochi Olimpici di Londra la scorsa estate, a cui ha fornito 13.700 agenti. G4S, regolarmente quotata in Borsa, in Gran Bretagna gestisce quattro prigioni e quattro centri di detenzione per immigrati irregolari, tra cui quello vicino all'aeroporto di Gatwick, oltre a numerosi altri piccoli centri per soggiorni di breve durata del clandestini. E' la prima società nel campo della «sicurezza» in Gran Bretagna (dove ha concluso contratti con lo stato per 4,6 miliardi di sterline) e Irlanda. Negli Usa, dove ha inviato delle squadre a New Orleans dopo l'uragano Katrina nel 2005 per collaborare all'evacuazione delle vittime, gestisce il rimpatrio delle persone arrestate per aver passato illegalmente la frontiera con il Messico. La G4S è anche molto presente in Sudafrica. Nel 2010, dopo la morte per asfissia dell'angolano Jimmy Mubenga, soffocato sul sedile del volo BA77 dalle guardie private che lo «rimpatriavano», la G4S ha perso questo tipo di contratto con la Gran Bretagna, dove, da quando aveva il monopolio della gestione delle espulsioni, dal 2005, aveva guadagnato 110 milioni di sterline (125 milioni di euro). Il contratto è stato poi concluso con un'altra società privata, la Reliance Securuty Task. Questi dati ci dicono che le leggi che limitano l'immigrazione sono un vero e proprio business per un gruppetto di multinazionali. G4S, Droneexport, Gragon Gloves, Fox Fury, King Cobra, Holsters SNC, Recon Robotix, sono i nomi di alcune di queste società private che operano nel campo della «sicurezza» pubblica. Ci sono anche società molto più note, Finmeccanica, Eads, Thales, Indra, Siemens, Eriksson, Sagem o Boeing (che ha un mega-contratto per gestire la rete di sorveglianza elettronica alle frontiere terrestri degli Usa). La spagnola Indra ha messo in atto il sistema di controllo elettronico delle frontiere marittime della Spagna, incassando 260 milioni di euro.
domenica 14 ottobre 2012
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Padova - Quante bugie su AcegasAps/Hera.

Le posizioni sostenute dal sindaco Zanonato, dal vicesindaco Rossi e da tutti gli interventi del PD (di quelli di IDV e SEL parlerò dopo) in merito alla fusione per incorporazione, cioè vendita, della nostra multiutility mi hanno fatto venire in mente le posizioni adottate prima e dopo il crak Leheman Brothers che è costato un bel po’ di soldi al nostro Comune. Ma di cui si preferisce non ricordare. Sappiamo come è finita con le operazioni finanziarie da apprendisti stregoni nel 2008, ma dalle lezioni evidentemente non si impara continuando a pensarsi “maghi della finanza”! Il ritornello è sempre lo stesso: il mercato lo esige, siamo all’interno di logiche che , grazie alla crescita finanziaria ci consentiranno di competere ecc. ecc.
domenica 14 ottobre 2012
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Taranto scende di nuovo in piazza per difendere lavoro e salute. «La nuova Aia è un bluff».

Taranto scende di nuovo in piazza per difendere lavoro e salute. «La nuova Aia è un bluff»
domenica 14 ottobre 2012
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Il salario come contraddizione. Ancora su lotte e sindacato alla Maruti Suzuki in India.

Dopo l’articolo Insubordinazione operaia sulla frontiera dello sviluppo, pubblichiamo un aggiornamento sulla situazione alla Maruti Suzuki di Manesar, India, insieme a un’intervista con Rakhi Segal, sindacalista della New Trade Union Initiative (NTUI) È di questi giorni la notizia che la Maruti Suzuki ha riconosciuto un aumento vertiginoso dei salari per i permanent e casual worker dell’impianto di Gurgaon, nello Stato dell’Haryana, India, firmando un accordo con il MUKU, il sindacato aziendale. Si tratta dello stesso sindacato rigettato dagli operai dell’altro impianto del colosso giapponese, quello di Manesar, poche decine di chilometri più a sud, lungo la National Higway 8. Il conflitto sul riconoscimento di un diverso sindacato sostenuto dai lavoratori, il MSEU, ha contribuito alla mobilitazione che da oltre un anno interessa questo impianto, fino al riot che, il 18 luglio, ha causato la chiusura della fabbrica per più di un mese.
domenica 14 ottobre 2012
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