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Filiera corta, anzi, cortissima.

Il progetto «filiera corta» consente una riduzione ai minimi termini del sistema distributivo e della distanza fra il campo e la bocca. La Cina coltiva in modo biologico il 4,4% del riso, il 6,6% della frutta, il 16,3% del tè e via dicendo; è al secondo posto al mondo per superficie agricola coltivata a biologico, dopo l'Australia. Ne riferisce il bollettino (italiano: dell'Associazione per l'agricoltura biologica) bio@gricultura notizie. Tre le principali categorie di consumatori interni: 20-40enni di educazione e reddito medio alti; gruppi specifici come donne incinte, neonati e bambini; acquirenti istituzionali. Il valore della produzione bio made in China è attualmente pari a circa 700 milioni di dollari e nel 2004 il valore delle esportazioni è stato pari a 350 milioni: la metà del totale prodotto, e si stima una crescita dell'export al ritmo del 10% annuo. Del resto a conoscere un boom è tutto il bio-global: il commercio internazionale di alimenti certificati bio, che però solcano i cieli e gli oceani diventando ecopesanti e sancendo una distanza enorme - anche dal punto di vista geografico - fra produttori e consumatori, sconosciuti fra loro e spesso vittime dell'agribusiness. Tutto il contrario è il progetto «filiera corta», che si sta diffondendo anche in Italia ed è da tempo presente negli Stati uniti, in Brasile, in Francia ecc.
martedì 28 marzo 2006
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ALLARME AVIARIA NEI TERRITORI NUOVA TENSIONE CON TEL AVIV.

Gerusalemme. I vignettisti ci scherzano sopra disegnando kamikaze che indossano polli al posto della cintura esplosiva. Ma la pandemia che ha colpito l'intera Striscia di Gaza, e che non può essere fermata dai muri di separazione, crea serie preoccupazioni a palestinesi e israeliani. Seicentomila capi dovranno essere abbattuti entro pochi giorni. Poi lo stesso destino sarà riservato ad altri due milioni di polli. Giorni fa la morte improvvisa di mille tacchini, in una fattoria israeliana a venti chilometri da Gaza, aveva fatto scattare l'allarme.
venerdì 24 marzo 2006
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La crisi dei «padroni dell'acqua».

Si è chiuso a Città del Messico il IV forum mondiale. La ribellione dei paesi sudamericani mette in crisi il modello neoliberista Sull'altro fronte, il forum alternativo chiede compatto la gestione pubblica delle risorse idriche. E progetta mobilitazioni (di G. Proiettis)
mercoledì 22 marzo 2006
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QUANDO L'ACQUA E' UN PROBLEMA.

MORTI DI SETE Nel mondo sono oltre un miliardo e cento milioni le persone che non dispongono di acqua potabile, tra questi 400 milioni sono bambini africani. E 34 mila coloro che ogni giorno muoiono non avendo l'accesso a questo bene essenziale. Oltre due miliardi e mezzo non dispongono nemmeno dei più comuni servizi igienico-sanitari. Le malattie legate alla cattiva qualità o alla mancanza di acqua uccidono annualmente oltre 8 milioni di esseri umani.
mercoledì 22 marzo 2006
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Dove l'«oro blu» è firmato Coca Cola.

Cosa bevono gli indios messicani Nel paese che ha ospitato il forum dieci milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Tra questi soprattutto gli indigeni. E il mercato è in mano alla Coca Cola, che imperversa nell'imbottigliamento e nella perforazione di pozzi. Grazie alla privatizzazione selvaggia cominciata negli anni '80. (di C. Albertani)
mercoledì 22 marzo 2006
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WAL MART ALL'ASSALTO DEL MONDO.

La multinazionale della distribuzione è diventata la più grande impresa del mondo. E la pratica del dumping sociale, che le è valsa una multa di 172 milioni di dollari per aver rifiutato la pausa pranzo ai propri lavoratori, contamina l'economia occidentale.
domenica 19 marzo 2006
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CONTADINI SI CHIUDONO NELLA CATTEDRALE DI QUITO PER PROTESTA.

Contro il trattato di libero commercio tra Ecuador e Stati Uniti, la loro produzione destinata al mercato locale non può competere con l’arrivo di prodotti stranieri sussidiati Un centinaio di contadini si sono barricati questa mattina nella cattedrale della capitale ecuadoriana, Quito, in quella che loro stessi hanno chiamato una “manifestazione pacifica”.
martedì 14 marzo 2006
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PORTO ALEGRE, CONFERENZA FAO SULLO SVILUPPO RURALE.

Proposto un modello di riforma agraria che metta al centro i poveri, le donne, le popolazioni indigene, la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente. Si è svolta in questi giorni a Porto Alegre, in Brasile, la Conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale promossa dal governo brasiliano e dalla Fao (Food and agricolture organization, l’organismo dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura). I delegati di 80 Paesi hanno elaborato una Dichiarazione finale in cui si propone un modello di riforma agraria che metta al centro i poveri, le donne, le popolazioni indigene, la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente.
lunedì 13 marzo 2006
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PORTO ALEGRE, CONFERENZA FAO SULLO SVILUPPO RURALE.

Proposto un modello di riforma agraria che metta al centro i poveri, le donne, le popolazioni indigene, la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente. Si è svolta in questi giorni a Porto Alegre, in Brasile, la Conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale promossa dal governo brasiliano e dalla Fao (Food and agricolture organization, l’ organismo dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura).
lunedì 13 marzo 2006
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L’acqua: da bene commerciale a cosa pubblica.

Intervista a Riccardo Petrella, di Patrizio Paolinelli. Nel 2001 Riccardo Petrella dava alle stampe il Manifesto dell’acqua, pubblicato dalle Edizioni Gruppo Abele. Un anno prima era nata l’ Associazione italiana per il Contratto Mondiale dell’acqua, mentre l’idea originaria è stata presentata ufficialmente dallo stesso Petrella nel 1998 a Lisbona, in occasione dell’Expo. Il principio-guida che ispira il Manifesto è considerare l’acqua come un bene vitale appartenente all’umanità. Le finalità più importanti segnalate nel documento sono due: 1) l’accesso all’ acqua è un diritto inalienabile di ogni individuo e di ogni comunità; 2) la gestione dell’acqua deve essere solidale, sostenibile e integrata.
domenica 12 marzo 2006
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