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Persone comuni alla conquista della storia.

(di Ugo Mattei) Un'emozione politica così forte non me la ricordavo più. Erano almeno vent'anni che le nostre idee, la nostra passione e il nostro immaginario venivano sistematicamente sconfitti in modo del tutto bipartisan. In questi sciagurati vent'anni di "fine della storia" le poche belle fiammate politiche venivano dalla ribellione sempre repressa con violenza bruta da uno Stato progressivamente asservito ai poteri forti. Vent'anni di accentuato delirio di onnipotenza da parte dei vincitori della guerra fredda. Vent'anni in cui la guerra calda è stata normalizzata e trasformata in polizia internazionale.
mercoledì 15 giugno 2011
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La grande rapina della privatizzazione dell’acqua. Che cosa insegna all’Italia il caso inglese.

Anticipiamo il testo dell'introduzione all'edizione italiana dello studio di David Hall ed Emanuele Lobina – ricercatori del PSIRU (Public Services International Research Unit) dell'Università di Greenwich – "Da un passato privato ad un futuro pubblico. La privatizzazione del servizio idrico in Inghilterra e nel Galles", edizioni Aracne (di prossima uscita). - di Tommaso Fattori - Questo rigoroso studio sugli effetti della “più grande rapina legalizzata” della storia britannica – definizione del quotidiano conservatore Daily Mail – contiene elementi importanti per il dibattito sulla privatizzazione del servizio idrico che sta attraversando il nostro paese, grazie all’iniziativa referendaria "2 sì per l’acqua bene comune" promossa da una vastissima coalizione sociale.
venerdì 10 giugno 2011
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I beni comuni. Le due questioni di fondo.

prefazione di Riccardo Petrella al suo libro RES PUBLICA E BENI COMUNI, pensare le rivoluzioni del XXI secolo. Al centro del dibattito teorico e politico sui beni comuni nei paesi occidentali vi sono due questioni fondamentali. La prima riguarda il principio/ruolo dello Stato (più precisamente, di governo e, quindi, di sovranità e di sicurezza). La seconda è relativa al principio di gratuità (della vita). I gruppi sociali dominanti hanno imposto il principio di “governance” ed hanno monetizzato la vita. La “Governance” al posto del governo L’uso del concetto di “governance” risale alla seconda metà degli anni ’70 allorché l’economia occidentale si trovava alle prese con la rincollatura dei cocci del sistema finanziario andato in frantumi nel periodo 1971-73 (fine della convertibilità del dollaro in oro e dei tassi di cambio fissi, fine dei controlli sui movimenti di capitale, esplosione del mercato delle divise, liberalizzazione dei mercati, deregolamentazione e privatizzazione del settore…). Per uscire dalle macerie, gli operatori finanziari, in primis gli istituti di credito e le società di notazione (“rating”), avevano bisogno di determinare i nuovi criteri quantificabili sulla base dei quali valutare le opportunità d’investimento, e soprattutto le operazioni di vendita/acquisto di pacchetti azionari (le famose OPA, fusioni d’imprese, prese di partecipazione…) in un contesto di grossi processi di ristrutturazione delle banche e delle assicurazioni a livello locale, nazionale ed internazionale.
giovedì 9 giugno 2011
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Reddito di cittadinanza, Il diritto universale alla vita
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Intervista di Roberto Ciccarelli con il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli Dopo la politiche neoliberiste attuate da governi conservatori e progressisti, la sinistra deve tornare a proporre soluzioni che impediscano la riduzione del lavoro a merce «La sinistra deve capire che il reddito base universale, anche se è difficile da realizzare, dovrebbe oggi rappresentare il principale obiettivo di una politica riformatrice da realizzare gradualmente in una o due legislature». È come sempre chiaro e netto Luigi Ferrajoli, che ha da poco pubblicato Poteri selvaggi. La crisi della democrazia italiana (Laterza) la più aspra critica del berlusconismo che si ricordi degli ultimi tempi (il manifesto del 25 maggio) e domani interverrà al meeting sull'«utopia concreta del reddito» organizzato dal Basic Income Network a Roma. «La crisi non ci lascia alternative: bisogna arrivare ad un reddito per tutti che garantisca l'uguaglianza e la dignità della persona. Diversamente da altre forme limitate di reddito di cittadinanza, un reddito per tutti escluderebbe qualunque connotazione caritatevole e quindi lo stigma sociale che deriva da un'indennità legata al non lavoro o alla povertà. L'ho già sostenuto in Principia Iuris: il reddito è un diritto fondamentale».
mercoledì 8 giugno 2011
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L'acqua inonda la politica.

Che cosa lega i risultati dei referendum - se riusciranno a scavalcare i cavalli di frisia della Corte Costituzionale e del quorum - al "vento che cambia" delle ultime elezioni amministrative (un vento sempre più simile a quello che riempie le piazze di Atene e della Spagna contro l'azzeramento di ogni aspettativa per le nuove - e le vecchie - generazioni, ma che ha un preciso riscontro nelle rivolte che stanno cambiando il panorama politico del Mediterraneo e del Medio Oriente)? Per rimanere in Italia, con un occhio però ai paesi vicini, e al di là del ripudio di un modo di governare e di uno stile di vita che si è imposto per due decenni e più a tutto il paese, uno dei punti su cui tenere gli occhi puntati sono le opportunità che si aprirebbero con l'abrogazione dell'art. 23 bis della finanziaria 2008 (la norma che impone privatizzazione e svendita dei servizi pubblici locali), restituendo a sindaci e amministrazioni comunali le leve di una politica economica e industriale: quella che governo e opposizione, prigionieri del pensiero unico secondo cui non ci sono alternative al dominio dei mercati e della finanza, hanno da tempo rinunciato anche solo a formulare.
martedì 7 giugno 2011
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Un governo autoritario con il popolo e servile con i padroni. La denuncia di dom Erwin Kräutler su Belo Monte.

BRASILIA-ADISTA (maggio 2011) Non c’era da aspettarsi che la presidente brasiliana Dilma Roussef si rivelasse più sensibile di Lula alle questioni ambientali. Dopotutto, era stata sponsorizzata dall’acclamatissimo predecessore proprio nella sua qualità di “madre del Pac”, il famigerato Programma di Accelerazione della Crescita di cui fanno parte faraonici quanto devastanti progetti come la trasposizione delle acque del fiume São Francisco o la centrale idroelettrica di Belo Monte. E infatti Dilma Roussef si sta mostrando del tutto all’altezza della sua fama, imperterrita nella sua decisione di procedere alla costruzione della terza diga più grande del mondo (dopo quelle delle Tre Gole in Cina e di Itaipú, al confine tra Brasile e Paraguay), quella appunto di Belo Monte, che coprirà 400 acri di foresta pluviale con conseguenze disastrose sul sistema di flora e fauna della regione e sulle condizioni di vita di oltre 25.000 indigeni, liberando inoltre nell’atmosfera un’enorme quantità di metano (25 volte più dannoso dell’anidride carbonica per l’effetto serra) a causa della decomposizione sott’acqua di larghe fasce di vegetazione.
sabato 4 giugno 2011
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Nucleare: il referendum si farà.

Accolta l'istanza dell'Idv. L'Agcom richiama la Rai: migliorare collocazione dei messaggi sui referendum.
mercoledì 1 giugno 2011
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Scenari europei nella gestione dei servizi idrici.

Emanuele Lobina e David Hall PSIRU, Business School, University of Greenwich e.lobina@gre.ac.uk; d.j.hall@gre.ac.uk Questo intervento è stato pubblicato su Servizi & Societá, Aprile 2010, pp. 29-31 Con il presente intervento intendiamo offrire alcune riflessioni per il dibattito sulla riforma dei servizi idrici in Italia, alla luce dell’esperienza europea in materia di gestione pubblica e gestione privata di tali servizi. I lettori che vogliano approfondire queste tematiche possono consultare i rapporti del PSIRU (Public Services International Research Unit) e seguire i relativi aggiornamenti come pubblicati sul sito www.psiru.org. Innanzitutto, occorre notare che il diritto comunitario degli appalti pubblici consente ai Paesi membri dell’Unione europea di prevedere la gestione in-house dei servizi idrici. Purché siano rispettate le condizioni stabilite dalla sentenza Teckal (C-107/98) della Corte di Giustizia, la legge nazionale dei singoli Paesi membri puó ammettere l’affidamento diretto a operatori di proprietá e controllo interamente pubblici senza che si faccia ricorso alla gara per la selezione del gestore. Questo contribuisce a spiegare il perché in Europa, così come nel mondo intero, l’in-house rappresenti la forma predominante di gestione dei servizi idrici. Si stima che il 90% dei servizi idrici urbani a livello globale sia erogato da operatori pubblici .
mercoledì 1 giugno 2011
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L'assassino è un cetriolo?

Il primo indiziato è il cetriolo, anche se pure pomodori e lattuga sono tra i sospetti. Ma non è stata ancora individuata con certezza la fonte del batterio escherichia coli che nell'ultima settimana ha ucciso 14 persone in Germania e altri paesi dell'Europa settentrionale, e ne ha infettate centinaia. Né è chiaro come il batterio abbia contaminato gli ortaggi - anche se molti già indicano la Spagna, per la precisione l'Andalusia, luogo di produzione di alcuni dei cetrioli smerciati in Germania e risultati «portatori» di e-coli.
martedì 31 maggio 2011
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Chevron e il suo «volto umano».

Sono arrivati da Angola, Indonesia, Nigeria, Ecuador, Alaska, Texas. Circa 150 attivisti si sono ritrovati mercoledì a San Ramon, in California, per «salutare» con la propria testimonianza l'annuale assemblea degli azionisti di Chevron, una delle maggiori aziende petrolifere al mondo. I paesi (o stati Usa) citati infatti hanno in comune il fatto di avere giacimenti di petrolio, e di avere Chevron tra le aziende che li sfruttano. «Noi siamo il volto umano delle operazioni di Chevron. Siamo qui armati della memoria dei nostri familiari morti, dei nostri vicini, i nostri figli ammalati», ha detto Carmen Zambrano, abitante di Shushufindi - un villaggio nella selva amazzonica ecuadoriana che ha la disgrazia di trovarsi nella zona di Lago Agrio, dove Texaco (azienda assorbita da Chevron dieci anni fa) ha sfruttato un giacimento di petrolio negli anni '70 e '80, prima di fare i bagagli lasciandosi dietro circa 18,5 miliardi di galloni di rifiuti oleosi, un territorio impregnato di greggio sversato, corsi d'acqua avvelenati.
sabato 28 maggio 2011
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