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La lezione di Nardò.

Molti dei braccianti africani di Nardò non conoscono il ruolo delle agenzie di rating ma senza dubbio hanno sperimentato sulla propria pelle le politiche che queste sono in grado di produrre: prima nei paesi di origine, quindi nei vari paesi che hanno attraversato, buon ultimo quello ironicamente definito d'accoglienza, l'Italia. Politiche e processi analoghi a quelli che oggi portano alla crisi internazionale da tempo hanno messo in ginocchio buona parte dell'agricoltura dell'Europa del Sud. Una crisi che qui a Nardò si manifesta nei bassi prezzi di angurie e pomodori e a cui i braccianti africani hanno dato una risposta chiara: organizzazione autonoma del primo sciopero in Italia di braccianti stranieri per rivendicare diritti legati al lavoro e per spezzare il sistema del caporalato. Non che abbiano trovato molti sostegni istituzionali. Il cielo della politica parlamentare è concentrato sui listini di borsa, e l'unico sindacato che ha appoggiato i braccianti, la Flai‐Cgil, ha puntato tutto su trattative in provincia e regione che stanno sfiancando gli scioperanti, di fronte ad associazioni datoriali che negano ogni responsabilità.
mercoledì 10 agosto 2011
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«Abolire i paradisi fiscali, fermare la finanza tossica».

«Siamo di fronte ad un problema di debito totale, non solo finanziario ma anche ecologico. Debito generazionale di un Paese che riesce solo a saccheggiare il proprio territorio ma è incapace d'investire in lungimiranza, ad esempio nella scuola». Pietro Raitano, direttore di Altreconomia, non ne fa una semplice questione di contabilità. Questa crisi mette in discussione un modello di società, in altri tempi si sarebbe detto di sviluppo, termine caduto in disuso per la sua natura ambivalente che suscita critiche. «La crisi che abbiamo davanti viene da lontano: il primo dato è che abbiamo il quarto debito mondiale ma non siamo la quarta potenza economica del mondo, dall'altra con l'incremento del debito crescono anche gli interessi da restituire ed essendo ormai divenuti un Paese vecchio, che non punta più su tecnologia, innovazione e ricerca, vacilla la fiducia sulla nostra capacità di esser solvibili».
mercoledì 10 agosto 2011
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Michael Moore: 5 agosto 1981, The Day the Middle Class Died.

30 Years Ago Today: The Day the Middle Class Died Di tanto in tanto, qualcuno con meno di 30 anni mi chiede: “quando è cominciato tutto questo? Quando l’america ha cominciato a scivolare verso il basso?” Sempre chi mi ha domandato questo mi racconta che ha sentito di un tempo quando i lavoratori potevano farsi una famiglia e mandare i figli al college, contando sulle entrate di un solo genitore (e quei college in stati come la California o New York erano praticamente gratuiti) .Un tempo in cui, chiunque voleva un lavoro pagato decentemente, poteva averlo. Quando le persone lavoravano solo 5 giorni a settimana, otto ore a giorno, avevano tutto il week end libero e le vacanze pagate ogni estate. Dove molti lavori erano sindacalizzati, dal garzone del supermercato all’imbianchino, significava che non importava quanto umile fosse il tuo lavoro ma avevi comunque la garanzia di una pensione, di aumenti di stipendio, l’assicurazione sanitaria e qualcuno a cui rivolgerti se non eri trattato in maniera corretta al lavoro.
lunedì 8 agosto 2011
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Ricordati di come si fa uno sciopero.

“Ci avete ricordato come si fa uno sciopero”, dice Nicola, un militante della Rete antirazzista di Bari, durante l’assemblea tenuta ieri alla Masseria Boncuri di Nardò dalle Reti antirazziste e delle associazioni pugliesi. Un’assemblea affollata, almeno cinquanta persone – cariche anche di cibo e sostegno concreto agli scioperanti – venute da tutta la Puglia, ma anche dalla Basilicata, dalla Calabria, da Bologna e altre città del Nord, e che ha mostrato quanto il Campo di Nardò, dove i braccianti africani sono in sciopero da più di una settimana, sia diventato un punto di riferimento per le lotte dei migranti. Arturo, dell’Associazione Equosud, arrivato dalla Piana di Gioia Tauro, ha ricordato con forza ai lavoratori di Nardò che questo è un evento storico: è la prima volta che braccianti stranieri impegnati in agricoltura decidono di scioperare per rivendicare diritti legati al lavoro e per spezzare il sistema del caporalato. E lo fanno in modo auto-organizzato.
lunedì 8 agosto 2011
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La bancarotta dell'Agrexco: una vittoria per i contadini palestinesi. Ora il boicottaggio internazionale contro la Total Produce.

Solo due mesi fa a Montpellier (Francia) numerosi attivisti provenienti da diversi Paesi europei e dalla Palestina si erano riuniti per il primo Forum europeo contro la politica di colonizzazione e di espropriazione delle terre dei contadini palestinesi messo in atto dalla società israeliana Agrexco, impegnata nell'export di prodotti agricoli.
lunedì 8 agosto 2011
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Emergenza umanitaria nel Corno d'Africa, ma in Etiopia si coltiva per produrre agro-carburanti anziché cibo.

L'emergenza umanitaria nel Corno d'Africa va avanti e la comunità internazionale si riunisce per elaborare un piano strategico per la risoluzione dell'emergenza a breve e lungo termine. Ma come denuncia l'ONG Survival International, i problema è aggravato, almeno in Etiopia, dalla vendita di terre coltivabili a multinazionali occidentali che le usano per produrre agro-carburanti.
lunedì 8 agosto 2011
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Ricco calendario di eventi per Nyéléni Europa: il Forum europeo per la Sovranità Alimentare, dal 16 al 21 agosto 201 in Austria .

Come annunciato, contadini, organizzazioni di agricoltori, associazioni di categoria, movimenti per la sovranità alimentare e cittadini del Vecchio Continente si sono dati appuntamento a Krems, in Austria, dal 16 al 19 agosto 2011 per dare vita al Forum Nyéléni Europa per la Sovranità Alimentare. Il Forum Nyéléni Europa sarà articolato in riunioni plenarie e gruppi di lavoro che consentiranno a tutti i partecipanti di dare il loro contributo. La discussione sarà focalizzata su tematiche emergenti inerenti il raggiungimento della sovranità alimentare sia dentro che fuori dall'Europa.
lunedì 8 agosto 2011
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"Dai migranti un esempio, hanno il coraggio di denunciare.

«Gli immigrati negli ultimi mesi ci hanno dato una grande lezione di civiltà, dimostrando che non bisogna avere paura di denunciare i reati e che quando la denuncia diventa corale si stempera ogni rischio. Gli italiani dovrebbero fare lo stesso, mettendo a nudo l’usura, le estorsioni, tutti gli illeciti compiuti dalla criminalità organizzata. Dovremmo imparare ad avere coraggio, prendere esempio da chi lo ha avuto pur essendo in una condizione di grande debolezza». Per il procuratore Cataldo Motta, capo della Dda di Lecce, ciò che è avvenuto negli ultimi mesi in Salento, dove centinaia di extracomunitari hanno denunciato lo sfruttamento prima nei parchi del fotovoltaico e ora nei campi di angurie e pomodori, ha grande valenza giudiziaria e, soprattutto, sociale. È un esempio importante, in una regione in cui i cittadini preferiscono il silenzio alla denuncia. Gli stranieri, invece, hanno scelto di parlare e mettere nero su bianco i torti subiti, prima nei campi di silicio e ora tra i filari di angurie e pomodori. Il risultato sono stati i 15 arresti effettuati ad aprile nell’ambito dell’inchiesta Tecnova e ora il fascicolo sul caporalato a Nardò, aperto dal pm Elsa Valeria Mignone.
domenica 7 agosto 2011
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Criticità: lo sciopero di Nardò a una svolta?

“Le cose vanno crescendo, anche se non nel modo in cui ci aspettavamo, ma vanno crescendo”, cosi Yvan, camerunense, uno dei portavoce della protesta di Nardò. Ieri mattina quasi 150 lavoratori sono tornati nelle campagne a raccogliere i pomodori, mentre quasi altrettanti hanno deciso di continuare l’astensione dal lavoro. Gli scioperanti hanno deciso di non effettuare più i blocchi “dissuasori” intorno alle strade della masseria Boncuri alle tre del mattino, che hanno caratterizzato l’ultima settimana. In compenso però i caporali hanno iniziato a regolarizzare la posizione contrattuale dei lavoratori e alzato il prezzo del cassone fino a 6 euro, entrambe richieste della prima ora degli scioperanti. Nei fatti è uno scardinamento della compattezza fin qui dimostrata, sebbene le discussioni anche con questi immigrati ritornati al lavoro siano continue da parte degli scioperanti.
sabato 6 agosto 2011
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Nardò, lo sciopero dei braccianti continua.

“Siamo arrivati a sette giorni di sciopero, ma possiamo continuare”, afferma orgoglioso Kwere, un trentenne ghanese. La lotta d’altri tempi dei braccianti africani di Nardò, cominciata al mattino di sabato 30 luglio con il blocco della strada antistante il campo allestito dall’associazione Finis Terrae e dalle Brigate di solidarietà attiva presso la Masseria Boncuri, continua. Ieri mattina in un centinaio erano di fronte alla Prefettura di Lecce per un sit-in convocato dalla Flai-Cgil. Un tavolo tecnico è stato convocato dalla Prefettura per lunedì, sembra un passo decisivo. Ma, come i lavoratori africani hanno imparato, è solo nei campi che i rapporti di lavoro si modificano, con o senza caporali: nell’assemblea di ieri sera alla Masseria hanno deciso di continuare lo sciopero.
venerdì 5 agosto 2011
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