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Imparare da Oakland 8. Back to the General Global Strike.

Il lancio dello sciopero generale globale il primo maggio 2012, partito da Occupy Los Angeles, sta ottenendo adesioni da parte di molti movimenti Occupy negli Stati Uniti. Pubblichiamo l’appello con cui Occupy Oakland si impegna a partecipare alla costruzione dello sciopero generale perché, come era già emerso il 2 novembre scorso, pensiamo che lo sciopero precario abbia molto da imparare da Oakland. Oakland ci insegna non solo che scioperare si può, ma che per farlo è necessario immaginare modalità nuove di sciopero, attraverso un processo che sappia connettere diverse figure della precarietà, superando le categorie sindacali e le divisioni tra i lavoratori. Accanto alla differenza tra l’1% e il 99% che costituisce il filo rosso dei movimenti Occupy, altre percentuali arricchiscono l’algebra di Occupy Oakland. Per coloro che immaginano lo sciopero precario globale del primo maggio, altrettanto significativo è il fatto che solo poco più dell’11% dei lavoratori negli Stati Uniti siano sindacalizzati. Gli altri sono i migranti, colpiti dal razzismo istituzionale e la cui precarizzazione è una leva per la precarizzazione di tutti, sono le donne, migranti e non, che lavorano nella sfera invisibile del lavoro riproduttivo, sono gli studenti che fanno lavori precari per ripagare il debito che hanno contratto per iscriversi all’università, sono tutti quei lavoratori precari a cui viene chiesta una piena disponibilità con salari sempre più bassi e la costante minaccia del licenziamento. Sono coloro che si assumono la sfida di immaginare una forma nuova di sciopero che sappia bloccare la produzione e i flussi del capitale globale.
giovedì 2 febbraio 2012
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Movimento Sem terra - ABBIAMO BISOGNO DI UNITA’ E DI AZIONI DI MASSA INTERNAZIONALI… per affrontare la crisi capitalista!

1. Il Forum sociale a Porto Alegre. Per 5 giorni centinaia di militanti sociali, organizzazioni e intellettuali si sono riuniti a Porto Alegre per dar vita a numerose discussioni e dialoghi tutti centrati sulla crisi capitalista mondiale e le sue conseguenze su ambiente e popolazioni. L’evento realizzato tra il 24 e il 29 di gennaio non ha avuto la stessa risonanza né la partecipazione di massa di altre occasioni. Non era un Forum mondiale, era solo un forum internazionale, tematico, focalizzato su crisi e ambiente. La partecipazione è stata quindi più militante e rappresentativa. Ci sono state decine di riunioni, laboratori, seminari e discussioni, tra le più diverse reti internazionali e articolazioni sociali. Da qui è scaturita la sua importanza nel continuare a essere uno spazio di esposizione di idee, di discussione e dialogo tra diverse organizzanizzazioni e visioni del mondo. 2. Unità nell’analisi della congiuntura Il risultato del dialogo è che si è trovata una profonda coincidenza nelle analisi e valutazioni tra i più diversi movimenti sociali presenti (di Brasile e America Latina e alcuni europei), intellettuali impegnati con il popolo, organizzazioni della società civile e militanti anonimi, ma molto combattivi.
lunedì 30 gennaio 2012
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Alta velocità.

Francesco Ciafaloni ricostruisce le ragioni delle mobilitazioni in Val di Susa contro il Tav che dovrebbe collegare Torino a Lione: un’opera sbagliata dal punto di vista economico fin dall’origine. La decisione di seguire la via dei tedeschi e dei francesi e di costruire anche in Italia un treno ad alta velocità è stata presa più di trentacinque anni fa. In particolare, credo di aver sentito parlare di Corridoio 5 – la connessione ad alta velocità dall’Austria, più tardi dall’Ucraina, che allora era Unione sovietica, al Portogallo, attraverso la Valle padana e le Alpi – in una comunicazione alla città di Torino, a metà degli anni ’70, al Carignano, dall’allora senatore democristiano Umberto Agnelli. Nella stessa occasione, o in circostanze simili, venne comunicato che la Volkswagen era in gravi difficoltà; che si apriva la possibilità di vendere milioni di auto in più in Europa per le aziende concorrenti; che la Fiat certo avrebbe conquistato una parte della nuova fetta di mercato. Il Corridoio 5 era una ulteriore possibilità di espansione, per la vendita di materiale ferroviario e per il miglioramento del servizio.
domenica 29 gennaio 2012
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ACTA: la nuova minaccia a internet.

ACTA, un nuovo trattato globale che darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l'attacco americano a internet! Ma ora c'è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l'arma migliore per annientarla. ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell'ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.
venerdì 27 gennaio 2012
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Cibi spazzatura? Mettiamoci una tassa.

L’ipotesi allo studio del Governo e delle Regioni che prevede una tassa di scopo sul cibo spazzatura (junk food) trova il consenso di più di otto consumatori su dieci (81 per cento) a patto che le risorse siano destinate al sostegno dei cibi genuini del territorio. E’ quanto emerge da un sondaggio dal sito www.coldiretti.it dopo che in Francia è appena entrata in vigore, dal 1 gennaio, la “taxe soda” sulle bibite gassate.
venerdì 27 gennaio 2012
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Sciopero 27 gennaio, "in piazza per una nuova alleanza sociale"

Intervista ad Emidia Papi dell'esecutivo nazionale dell'Usb, sindacato di base impegnato, venerdì venerdi 27 gennaio, con numerose altre sigle in uno sciopero "giusto e difficlie". E' il primo di una lunga serie e arriva in un momento particolare per il paese in cui vecchie alleanze politico-sociali stanno per essere demolite sotto i colpi della crisi. Una demolizione che di fatto libera energie e che può rappresentare per il sindacato una occasione irripetibile. Uno sciopero di cui nessun mass media ha parlato. Nessuno ne ha parlato. E abbiamo anche protestato nelle sedi formali per il trattamento che abbiamo ricevuto. Abbiamo registrato rispetto a questa mobilitazione un vero e proprio bavaglio dichiarato. Non se ne può parlare e basta. Se se ne parla è come lo sciopero dei trasporti. Nel migliore dei casi viene accomunato allo sciopero dei benzinai e dei farmacisti. Gli oirgani distampa tradizionali hanno in testa l'idea del governo tecnico contro il quale si scagliano i disperati. Ecco qual è la verità.
giovedì 26 gennaio 2012
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Airaudo: “Così la Fiat ci ha cacciato fuori da Mirafiori”.

Mirafiori ce ne siamo andati, una mattina di gennaio. Poche ore per sbaraccare 110 anni di storia: i ritratti di Enrico Berlinguer e le foto di Bruno Trentin, sgombrate in camion insieme con le bandiere. A Mirafiori come nel resto d’Italia, nel silenzio generale, la Fiom è stata cacciata da tutte le fabbriche Fiat. Siccome non abbiamo firmato il contratto imposto da Sergio Marchionne, ci tolgono l’agibilità democratica. Questo rito si compie con un accanimento che se non fosse drammatico risulterebbe farsesco. A San Mauro, alla CNH, dove si producono le macchine di movimento terra, il nostro delegato, Marco, mi ha raccontato che nelle notti tra il 25 e il 31 dicembre, l’azienda ha approfittato del Natale per cambiare le serrature della saletta sindacale. Alla Marelli di Caivano invece, è accaduta una cosa buffa. Il nostro compagno, sei anni prima, era stato sottoposto a un rito burocratico: gli era stato fatto firmare un documento di consegna per le chiavi. Così, quando la Fiat gliele ha chieste indietro lui ha preteso una richiesta scritta e una ricevuta firmata : mentre aspettava ha traslocato.
giovedì 26 gennaio 2012
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INFIAMMARE LA FAME NEL MONDO: COME L’INDUSTRIA GLOBALE DEI BIOCOMBUSTIBILI STA CREANDO DISTRUZIONE DI MASSA

L’espansione globale dell’industria dei biocarburanti – in cui vengono utilizzati terreni agricoli e colture per produrre carburante per i veicoli da trasporto, piuttosto che cibo per gli esseri umani – è un fattore fondamentale per la drammatica escalation dei prezzi alimentari in tutto il mondo. [1] In un nuovo libro, Massive Destruction [2], l’autore francese Jean Ziegler [3] mostra come l’industria dei biocarburanti e la più vasta agroindustria minacciano di provocare la fame nel mondo su una scala senza precedenti. Non è un incidente involontario, dice Ziegler. E’ il risultato intenzionale delle politiche attuate dai governi legati a potenti corporazioni agro-alimentari nella loro ricerca del profitto privato. In questo modo, il conseguente aumento dei livelli della fame nel mondo può essere descritto come una forma di “omicidio calcolato”. Ironia della sorte, l’industria dei biocarburanti viene promossa da società e governi come sostenibile, un’alternativa ai combustibili fossili “sicura per l’ambiente”. In realtà, è solo un’altra forma dello sfruttamento sconsiderato di risorse che deriva dall’insaziabile profitto privato dell’elite nella produzione economica capitalista.
venerdì 20 gennaio 2012
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DALLA CINA: IL CIBO CI CAMBIA DENTRO.

Da oggi la frase 'L’uomo è ciò che mangia' potrebbe arricchirsi di nuovi significati in seguito alla scoperta fatta da un gruppo di ricercatori cinesi e pubblicata sulla rivista Cell Biology: Chen-Yu Zhang, e colleghi della Università di Nanjiing, hanno verificato che i microRNA, piccole sequenze di nucleotidi, contenuti nelle piante si trasferiscono nell’organismo dell’uomo che le consuma e interagiscono con l’espressione dei suoi geni. Nel sangue di 21 volontari si è cercata la presenza di microRNA derivanti da specie vegetali come il riso, il frumento, le patate e il cavolo. I microRNA non solo si trovano nei campioni di sangue prelevati, ma dimostrano di poter anche modificare le funzioni cellulari dei soggetti testati. Questo è risultato evidente nel caso di un microRNA del riso che si lega ad alcuni recettori che controllano la rimozione del colesterolo LDL (quello cattivo) dal flusso sanguigno, inibendone l’attività. Anche se è sicuramente troppo presto per capire in che modo questa interazione - in tutte le sue possibili declinazioni - incida sulla salute dell’uomo, quello che è chiaro è che il cibo che mangiamo ha un effetto sui nostri geni. Panorama.it ha intervistato Roberto Defez, primo ricercatore presso l’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr di Napoli.
venerdì 20 gennaio 2012
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PATATE OGM ADDIO: LA BASF ABBANDONA IL MERCATO EUROPEO.

I cittadini europei si oppongono all’introduzione di nuove coltivazioni OGM sul proprio territorio e la BASF fa marcia indietro. L’azienda tedesca, attiva nell’ambito delle biotecnologie vegetali, ha preso atto della sempre più evidente chiusura agli OGM da parte del mercato europeo, decidendo di concentrare le proprie attività prevalentemente negli Stati Uniti, dove esso appare fiorente, nonostante siano comparsi di recente alcuni segni di cedimento. BASF ha reso nota la propria intenzione di rinunciare alla studio ed alla commercializzazione di prodotti OGM destinati alle nazione europee, dato che, in base alle statistiche, 2 cittadini su 3 sarebbero contrari all’introduzione di nuovi prodotti geneticamente modificati. Le ragioni di BASF appaiono dunque strettamente industriali e commerciali. All’azienda appare inutile investire in un mercato che non le permetterebbe di ottenere i ricavi sperati.
venerdì 20 gennaio 2012
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