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Paraguay: i nuovi golpe del XXI secolo.

Nel silenzio assordante della stragrande maggioranza dei media italiani, la contro-offensiva statunitense contro i governi progressisti in America Latina ha fatto un’altra vittima. Lo scorso 22 giugno Fernando Lugo, Presidente del Paraguay dal 2008 ed ex-vescovo cattolico, è stato destituito a velocità supersonica con un “giudizio politico” da parte del Parlamento che gli ha concesso meno di 24 ore per preparare la sua difesa e due ore per presentarla di fronte alle Camere. Un golpe parlamentare, un parla-golpe istituzionale sulla falsa riga di quello dell’Honduras del 2009. Il vice-presidente Federico Franco, una vera e propria “serpe in seno”, è stato nominato immediatamente dall’opposizione come “nuovo Presidente”. La destituzione di Lugo era pianificata da tempo, secondo le informazioni inviate dall’ambasciata statunitense nel 2009 e pubblicate da wikileaks [1]. Dopo ben 22 tentativi, l’opposizione aspettava solo il momento giusto per realizzarla. Il pretesto utilizzato è stato l’oscuro massacro avvenuto nei giorni scorsi a Curuguaty durante lo sgombero di un’occupazione di terre, dove sono stati uccisi 11 contadini e 6 membri della polizia (con 80 feriti e 54 persone con accuse gravi). Il massacro, secondo diverse denunce, sarebbe stato nient’altro che una trappola organizzata ad hoc, per fornire un argomento politico alla magistratura ed al parlamento, tra le istituzioni più corrotte del Paese. E se non fosse tragico, l’atto di accusa del Parlamento [2] sembrerebbe uno scherzo di cattivo gusto, una perla fatta di affermazioni senza prove e fotocopie di articoli di giornale.
venerdì 6 luglio 2012
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Via ai tagli e alla svendita del patrimonio pubblico.

Atene - Altro che rinegoziazione del Memorandum. Samaras, tornato dopo due settimane al palazzo della presidenza del governo, a causa dell'operazione all'occhio, ha promesso ieri ai rappresentanti della troika l'accelerazione del programma delle riforme strutturali per sostenere l'economia e l'occupazione e garantire la coesione sociale. Samaras ha assunto già la veste del macellaio, promettendo ai rappresentanti della troika che il suo governo presenterà un generoso pacchetto di privatizzazioni, tagli nel settore pubblico e una riforma fiscale. Secondo Samaras le privatizzazioni saranno maggiori di quelle che prevede il Memorandum. Cercando di addolcire la minaccia di svendita del patrimonio pubblico, Samaras ha detto che l'economia greca non può sopportare nuovi tagli degli stipendi e delle pensioni, né nuove tasse. Il nuovo governo "tripartitico" di Samaras sente già una doppia pressione. La troika e la Germania premono sulla Grecia per applicare le misure micidiali previste dal Memorandum, mentre la società si prepara a resistere ai nuovi tagli e all'annunciata svendita del paese, sulla nuova ondata di austerità che dilaga quasi in tutta l'Europa del Sud.
venerdì 6 luglio 2012
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Vogliamo le scuse dello Stato.

Ora il presidente Napolitano deve chiedere scusa a nome di tutte le istituzioni alle vittime della Diaz, di Bolzaneto, a tutti i cittadini italiani; deve chiedere scusa per le violenze commesse da rappresentanti dello stato, per il vergognoso silenzio mantenuto per undici anni dalle istituzioni, per aver promosso coloro che erano stati condannati per fatti gravissimi. Napolitano lo deve fare anche per il rispetto verso il pubblico ministero Enrico Zucca, verso quei cinque giudici che emettendo la sentenza hanno certamente «semplicemente» compiuto il loro dovere, ma un dovere reso difficilissimo dai ricatti di ogni genere che sono scattati in queste settimane.
venerdì 6 luglio 2012
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Minatori in marcia verso Madrid, la solidarietà cresce.

Dopo il fallimento dell'incontro tra minatori e ministro dell'Industria la lotta dei minatori spagnoli si radicalizza. Ieri scontri e 11 arresti. Intanto la "marcia nera" si avvicina a Madrid, e alcuni intellettuali chiedono agli altri settori in lotta di seguire l'esempio dei mineros. Ieri era previsto a Madrid un incontro cruciale tra i rappresentanti dei sindacati dei minatori e il ministro dell’Industria José Manuel Soria. Ma il rappresentante del governo ha ribadito che l’esecutivo non è disponibile a rivedere nessuna delle misure imposte al settore del carbone e a quello minerario in generale, e che non ci sono margini di mediazione. La riunione è durata ben poco e i rappresentanti dei sindacati sono usciti dalla sede del ministero ‘indignati’ e pronti a continuare e intensificare la lotta contro un provvedimento che riguarda 8000 minatori e 25 mila altri lavoratori dell’indotto. E già ieri la lotta è ripartita in grande stile, con i minatori e gli attivisti dei sindacati più combattivi che hanno realizzato numerosi blocchi stradali e ferroviari e in alcuni casi si sono scontrati con la Guardia Civil. Al termine della giornata i lavoratori arrestati erano 11.
martedì 3 luglio 2012
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LE BIOMASSE RISORSA PER L'AGRICOLTURA.

Il rapporto sulle agroenergie è stato presentato dalla CIA (la Confederazione italiana dell'agricoltura) alla VI Conferenza economica a Lecce. Le potenzialità di biomasse e biogas sono enormi: strategiche per lo sviluppo della nuova politica energetica nazionale, possono incrementare il Pil agricolo di 5 punti e accrescere la competitività delle imprese. Con vantaggi economici e ambientali: un risparmio di costi stimato in 20 miliardi di euro e un taglio netto alle emissioni di CO2. Ma servono politiche mirate e lungimiranti nonché dirette a una maggiore integrazione con il food.
martedì 3 luglio 2012
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PROROGATA LA SOSPENSIVA ALL'USO DI NEONICOTINOIDI: MA CHE DEVE SUCCEDERE PER VEDERLI COMPLETAMENTE PROIBITI?

Un paio di anni fa la moria delle api aveva raggiunto livelli tali da preoccupare non solo gli addetti ai lavori, ma da essere visibile e tangibile anche da parte di semplici cittadini con un occhio per l'ambiente. Si scatenarono allora tossicologi ed scienziati e in breve fu evidente come la concia del seme di mais con un paio di prodotti a base di neonicotinoidi ne fosse la palese causa. Nel giro di pochi anni eminenti centri di ricerca (ad esempio l'INRA in Francia) produssero chiari dati scientifici che dimostravano la pericolosità di tali sostanze non solo sulle singole api ma sulla capacità di sopravvivere delle intere colonie. Nonostante la grande importanza della coltura del mais, il ministro della Salute allora decise di sospenderne l'uso e - nel giro di due anni - le api ripopolarono le campagne, con grande sollievo non solo degli apicoltori ma di tutti i contadini (che contano sul lavoro delle api per l'impollinazione) e del popolo attento.
martedì 3 luglio 2012
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Nestlé, accuse di sfruttamento del lavoro minorile nella filiera del cacao.

La più grande azienda alimentare del mondo, la Nestlé, è stata accusata di non effettuare controlli alle sua catena di approvvigionamento di cacao, un settore in cui il lavoro minorile, con tutti gli abusi che esso comporta, è in costante crescita. La Fair Labor Association, assunta proprio dalla Nestlé, ha seguito il percorso del cacao dai coltivatori più poveri agli esportatori che vendono direttamente alla multinazionale elvetica. In questo modo ha rilevato che, nonostante l’azienda imponga certe condizioni ai suoi distributori in materia di lavoro minorile e condizioni di lavoro in genere, in realtà nelle sue indagini non è mai andata oltre il suo distributore diretto.
domenica 1 luglio 2012
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CASTELNUOVO SCRIVIA - LA POLIZIA DENUNCIA LAVORATORI, SINDACALISTI E MILITANTI DEL PRC

Le cronache timidamente, quando queste situazioni vengono alla luce, ci danno informazioni sulle indegne condizioni dei braccianti agricoli nelle aziende del sud Italia, ma siamo così sicuri che cose cose accadono solo al sud? Siamo a Castelnuovo Scrivia, una bella cittadina in provincia di Alessandria; tra chiese romaniche e affreschi antichi c’è un mondo di sfruttamento, mantenuto nascosto fin troppo a lungo. Da più di una settimana un gruppo di braccianti agricoli della azienda Lazzaro di Castelnuovo Scrivia ha deciso di manifestare contro le indegne condizioni lavorative alle quali sono sottoposte dai propri datori di lavoro.
domenica 1 luglio 2012
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NARDO' 2012: NO ALLA MASSERIA, SI AL COTTIMO.

La discussione sull'apertura della Masseria Boncuri e sul lavoro di tutela dei lavoratori migranti di Nardò appare come una telenovela sudamericana. I personaggi si intrecciano e lo scaricabarile è la cifra di una volontà di non occuparsi di una seria tutela dei lavoratori. Si è detto che la colpa era prima del Prefetto, poi della Provincia e ora della Regione. Forse Boncuri non è una priorità oppure era una priorità non attivare la masseria e il processo di emersione che c'è stato negli ultimi anni.
venerdì 29 giugno 2012
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Schiavi per due euro l'ora.

Un'altra estate in ostaggio dei caporali. Per i lavoratori stagionali (in larghissima parte immigrati africani) i mesi caldi dell'anno coincidono con il periodo della raccolta di pomodori, angurie e fragole. E con il lavoro nei campi, torna a emergere la piaga dello sfruttamento: la paga media giornaliera secondo i sindacati che lottano contro lo sfruttamento, è due euro l'ora. La nuova schiavitù, secondo le recenti stime di uno studio curato dall'osservatorio Placido Rizzotto e da Flai-Cgil, interessa circa 400 mila lavoratori, 60 mila dei quali sono costretti in alloggi di fortuna sprovvisti dei requisiti minimi di vivibilità e agibilità.
lunedì 25 giugno 2012
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