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Segni della fine: fagioli borlotti made in Cina.

Ecco cos’abbiamo trovato in un supermercato “bio”. Costano di meno, conviene importarli: così rinunciamo a un altro pezzo della nostra sovranità alimentare. Guardate bene questa etichetta, stampata su una confezione di fagioli borlotti secchi acquistati in un supermercato rigorosamente “bio” di Padova : non ci notate niente di strano? Noi sì. In basso, difatti, sta scritto chiaramente che l’origine di quei fagioli – borlotti, non azuki e neanche messicani – è la Cina. Dunque sono stati seminati, coltivati, raccolti e trasportati in Italia da migliaia di chilometri più a Oriente.
martedì 12 novembre 2013
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Agricoltura, ne stermina più la vendita all'asta che le cavallette: 800 aziende solo a Ragusa.

L'imprenditore di Vittoria (Ragusa) Angelo Giacchi ha sospeso dopo quattro giorni lo sciopero della fame contro la vendita all'asta dell'abitazione e degli altri beni del titolare d'impresa. Situazione comune ad altri 800 casi solo in provincia di Ragusa, "perche' la situazione delle aste giudiziarie - spiega Giacchi - e' esplosiva e lo Stato deve tutelare chi ha lavorato e si trova in difficolta', non gli usurai, i truffaldini e gli approfittatori che aspettano di impossessarsi di un bene immobile per pochi soldi".
lunedì 11 novembre 2013
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Antichi cereali.

Mentre in Europa è celiaco un abitante su 100 e nel nostro paese gli intolleranti al glutine sono ormai tre milioni e mezzo, a Bologna si è concluso uno studio sperimentale su alcune varietà di grano anni 1930-40. Con risultati sorprendenti. Dacci oggi il nostro pane quotidiano. A patto che il pane sia pane, cioè un prodotto sano e nutriente, e non il suo surrogato fatto di modernità agro-industriale. Altrimenti, alle lunghe, si rischia non solo di non fare un bene alla propria salute ma addirittura di danneggiarla. Lo dicono chiaramente i dati allarmanti sulla celiachia, salita in tutta Europa in poco più di vent’anni da una media di un abitante su 180 al rapporto attuale di uno su 100. Lo conferma anche il numero degli intolleranti al glutine che in Italia sono ormai tre milioni e mezzo (il 6% della popolazione). E lo certifica, dal punto di vista scientifico, una sempre più larga schiera di ricercatori, dal pioniere Luciano Pecchiai, il padre dell’Eubiotica oggi novantenne, all’oncologo Franco Berrino dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano («La farina doppio zero è il veleno della nostra epoca»), fino all’Università di Baltimora che nel 2011 ha creato apposta il termine «Gluten Sensitivity», sensibilità al glutine.
lunedì 11 novembre 2013
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Frumento: ne produciamo come nel 1931!

Otto milioni di tonnellate all’anno, Italia costretta a importarne altre sei. Le cause? Cementificazione del suolo e abbandono dell’agricoltura. Nazareno Strampelli, il mago che vinse la Battaglia del grano. Otto milioni di tonnellate all’anno. O, se vi piace di più, ottanta milioni di quintali. Se cliccate alla voce «grano, produzione in Italia», troverete più o meno questa cifra. Che è – reggetevi forte – la stessa quantità di frumento che il nostro paese produceva nel 1931, alla fine della «Battaglia del grano», la campagna di incremento delle rese cerealicole lanciata cinque anni prima da Benito Mussolini. Possibile? Possibilissimo, visto che il nostro paese l’abbiamo cementificato (solo negli ultimi vent’anni l’Italia ha perso il 15% della terra coltivata*) e che l’agricoltura non sembra importare un fico secco a nessuno.
lunedì 11 novembre 2013
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Viva il kamut, abbasso il kamut!.

L’Italia ne consuma il 50% del mercato mondiale, eppure il suo marchio registrato (negli USA) scatena le critiche. Tra leggende false e verità nascoste: costi alti, ma anche garanzie di qualità e un glutine «diverso». Ma perché ce l’hanno tanto con il kamut? Non si sa. O anzi si sa, e si sa benissimo: è per colpa di quella «R» inscritta in un cerchio che sta alla fine del nome, kamut®, che significa che il suo è un marchio registrato. E difatti non sarà una novità per nessuno sapere che il kamut non è un cereale, men che meno un «nuovo» cereale, bensì il nome commerciale di un frumento dell’antichissima varietà khorassan (nome volgare del triticum turanicum) impiantato e coltivato negli USA e in Canada dalla multinazionale, o meglio bi-nazionale con sedi nel Montana e in Belgio, Kamut International Ltd. Da dove proviene il 99% della produzione mondiale.
lunedì 11 novembre 2013
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OGM Friuli: secondo il CFS inquinamento generico fino al 10 percento.

Secondo quanto dichiarato dal Capo del Corpo Forestale dello Stato cesare Patrone, ascoltato in Commissione Agricoltura dellla Camera riguardo alle attività del CFS in materia di OGM, in Friuli Venezia Giulia “l’attività’ di campionamento del CFS ha riguardato anche i terreni limitrofi ai campi seminati con mais Mon810, allo scopo di verificare eventuali contaminazioni ambientali a carico dei terreni coltivati con mais tradizionale; i risultati analitici ottenuti dimostrano, in effetti, un ‘inquinamento genetico’ del mais transgenico che arriva anche fino al 10%”.
domenica 10 novembre 2013
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Roma, l'assemblea di movimento protrae l'assedio: il 20 contro il duo-Tav Hollande & Letta.

"L'assedio continua" e culminera' il 20 novembre con iniziative di protesta a Roma in occasione del vertice Italia-Francia in cui il premier Enrico Letta e il presidente Francoise Hollande discuteranno anche del completamento della tav in val di Susa. La lunghissima assemblea nell’aula I di lettere alla fine qualche altro appuntamento è riuscita a metterlo giù. Doveva essere un primo momento di valutazione della due-giorni del 18 e 19 ottobre. E questo è stato, con in più l’invito alla partecipazione alle due scadenze di Napoli, sul biocidio, e di Torino contro la Tav, entrambe il prossimo 16 novembre, passando per la manifestazione degli studenti del 15.
domenica 10 novembre 2013
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Il governo cinese verso il sostegno agli OGM?

Diversi segnali sembrerebbero indicare che la Cina si sta preparando ad un’intensa campagna di produzione interna di OGM. Negli ultimi mesi, infatti, il Ministro dell’agricoltura e numerose altre agenzie statali hanno diffuso dichiarazioni e promosso eventi pubblici a sostegno delle colture GM. I motivi sembrerebbero da ricercare principalmente nella necessità del governo cinese di affrancarsi dalla produzione cerealicola estera. Ad oggi infatti le importazioni di molti cereali sono in crescita e nella stragrande maggioranza dei casi provengono da colture OGM, prevalentemente statunitensi.
sabato 9 novembre 2013
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Cina: nuove regole sugli Ogm, per restare nel mercato globale. In Europa il dibattito è infuocato, ma le norme sono all`avanguardia.

Dopo l’Europa e gli Stati Uniti, anche la Cina introduce una legislazione sull’autorizzazione delle colture di Ogm. Segno di una crescente attenzione dei cittadini, e quindi del regime, alle loro istanze, ma anche di una presa d’atto: il mercato globale non è disposto ad ammettere alimenti di genetica incerta.
venerdì 8 novembre 2013
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Una nuova minaccia OGM in arrivo in Europa?

Per la prima volta dopo tre anni e mezzo, ieri mattina a Bruxelles il collegio dei commissari europei ha avallato il dossier per l'approvazione della coltivazione in Europa di un nuovo mais transgenico, il Pioneer-DuPont 1507. Questo nonostante dal 2011 l'Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, abbia pubblicato una serie di pareri scientifici secondo cui alcuni insetti utili come farfalle e falene potrebbero subire gravi conseguenze dall'emissione deliberata nell'ambiente di questa coltura OGM della multinazionale americana.
giovedì 7 novembre 2013
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