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INFANZIA DI GAZA. CRESCERE SOTTO LE BOMBE.

VENERDI' 11 GENNAIO 2013 ORE 18:30 AltrAgricoltura Nord Est ASSOCIAZIONE GAZZELLA ONLUS INFANZIA DI GAZA CRESCERE SOTTO LE BOMBE UNA SERATA PER CONTINUARE A SOSTENERE LE CURE, I DIRITTI E LA VITA DEGNA DI BAMBINE E BAMBINI PALESTINESI FERITI DA ARMI DA GUERRA ne parleremo con: Giuditta Brattini - Associazione Gazzella Onlus Massimiliano Trentin Università di Bologna e socio di AltrAgricoltura NordEst. Cari soci, come ricorderete da alcuni anni Altragricoltura Nord est ha in adozione a distanza, tramite l'associazione Gazzella, Jamila e Diya, due bambini vittime di guerra che abitano a Gaza City. Per questo nostro legame reale, con preoccupazione restiamo in attesa di "buone" notizie, ogni volta che l'esercito israeliano bombarda la striscia di Gaza, consapevoli che le prime vittime sono proprio i bambini ed in generale la popolazione civile. Immaginiamo che anche molti di voi, che annualmente ci aiutano a sostenere i nostri bimbi e le loro famiglie, vivano le stesse preoccupazioni. Per questo più volte l’anno abbiamo l’esigenza di trovarci collettivamente per condividere e metabolizzare le scarne informazioni che tramite i volontari di Gazzella riceviamo da quel quadrante di guerra.

Seguire gli eventi non è facile. Le rivolte e le trasformazioni del mondo arabo si susseguono a ritmi velocissimi. Sebbene abbiano caratteristiche proprie, non dobbiamo dimenticare né sottovalutare che le società arabe e del Medio Oriente sono parti integranti e soggetti attivi della crisi globale che viviamo anche noi, oggi, nelle nostre vite. Tutto il Mediterraneo è coinvolto in un processo di ristrutturazione politica ed economica di portata storica, che lo ha portato ad essere un’area subalterna dei flussi di capitali e dei mercati internazionali. Tuttavia, come in altre occasioni, la subalternità non significa “passività” ma produce sempre pratiche di adattamento, resistenza e costruzione di nuove soluzioni. Le rivolte arabe, nei suoi soggetti partecipanti, sono anche questo. Le mobilitazioni nei Paesi della sponda nord del Mediterraneo sono anche questo. Ma come vediamo, da Madrid ad Atene, da Gaza al Cairo passando per l’Italia, ad ogni mobilitazione popolare ed organizzata segue il tentativo di reprimerla o comunque di ribadire “chi comanda”. Era da molto tempo che il Mediterraneo non si ritrovava a condividere la crisi e le lotte che ne conseguono. La questione riguarda però se e come condividere “assieme” queste lotte.

Con tutte le eccezioni del caso, e non sono poche, l’ultimo round di guerra a Gaza assume anche questo significato. La repressione può anche vincere ma in questo caso sono poche le ragioni per cui Israele può cantare vittoria: in politica e in diplomazia, la parte più forte (Israele) perde quando è costretta al negoziato e al compromesso dalla parte più debole (Hamas e la popolazione palestinese di Gaza). Non avendo vinto a Gaza, il governo israeliano ribadisce il “comando io” in Cisgiordania dando il via libera ad una nuova tornata di insediamenti coloniali nella zona di Gerusalemme. Questo implica di fatto la morte definitiva della soluzione dei “Due Stati per Due Popoli”: i territori del possibile stato palestinese in Cisgiordania sono divisi in due grandi “bantustan” stile Sud-Africa dell’Apartheid, e sono sottoposti al controllo armato e alle vessazioni delle autorità israeliane di occupazione. Ecco, la riposta del governo israeliano alla “non-vittoria” a Gaza e al riconoscimento internazionale della delegazione palestinese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come “Paese non membro osservatore” il 29 novembre.

Di fronte a questo scenario, alcuni sostengono il ritorno all’idea di uno stato unico e democratico per israeliani e palestinesi, sebbene i rapporti di forza politici, oggi, non lascino speranza. Noi riteniamo che debbano essere i soggetti coinvolti a decidere delle proprie sorti. Nel frattempo, vogliamo aiutare e sostenere chi, oggi, non può esercitare il proprio diritto di scelta e difficilmente può progettare una vita dignitosa per sé e per i propri vicini perché soggetto alle vessazioni, alle umiliazioni e ai danni fisici imposti dalle forze di occupazione israeliane. Cogliamo questa occasione per inziare a raccogliere i fondi necessari per mantenere il nostro impegno nei confronti di Jamila e Diya. Speriamo in una vostra concreta partecipazione! AltrAgricoltura Nord Est, Corso Australia 61, Padova Tel. 049.7380587 - infogas@altragricolturanordest.it
AltrAgricoltura Nord Est

giovedì 10 gennaio 2013


 
News

Usa, perdita gigantesca dall'oleodotto Keystone: versati 795 mila litri di petrolio
Una perdita gigantesca, parti a 210 mila galloni di petrolio (circa 795mila litri), si è verificata dall'oleodotto Keystone in South Dakota. Lo ha confermato TransCanada, l'azienda che gestisce la struttura. La struttura è stato chiusa e i responsabili si sono attivati per risalire alla causa di quanto accaduto. Si tratta della più grande perdita mai registrata nello Stato. >>



Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. L’azienda produttrice del RoundUp ha rifiutato di partecipare a un’audizione sull’erbicida glifosato.
I rappresentanti di Monsanto non possono più entrare al Parlamento europeo, dopo che la multinazionale statunitense ha rifiutato di partecipare alle audizioni su “I Monsanto Papers e il glifosato”, organizzate dalle commissioni ambiente e agricoltura per l’11 ottobre, in merito alle accuse secondo cui Monsanto, produttrice del RoundUp, avrebbe indebitamente influenzato le decisioni delle autorità regolatorie sui rischi dell’erbicida glifosato. >>



Veneto, i veleni della fabbrica nel sangue dei residenti.
Miteni Spa a Trissino. La «guerra dei Pfas» tracima i confini e diventa istituzionale e politica. Botta e risposta tra il governatore Zaia e la ministra Lorenzin. In 79 Comuni nelle province di Verona, Vicenza e Padova, 250 mila contaminati. La “guerra dei Pfas” tracima oltre i confini del Veneto. E diventa istituzionale, politica, ma soprattutto sui risarcimenti. Le sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) hanno già avvelenato il sangue di più di 250 mila residenti in 79 Comuni fra le province di Verona, Vicenza e Padova. E come certificato dalla relazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Treviso fin dal 1990 la Miteni Spa a Trissino inquinava il suolo nell’impianto e il vicino torrente Poscola. >>